1860: Railways on the Isle of Wight

(2004)
7.8/10 (1,035 voti)

1860: Railways on the Isle of Wight è un gioco da tavolo che ripercorre l’ascesa delle ferrovie su un’isola britannica minuscola ma strategicamente vitale. Parte della celebre serie 18xx, si distingue per la sua compattezza e per un finale inaspettato: non è la ricchezza assoluta a vincere, ma la capacità di sopravvivere a una trasformazione storica che sta per cancellare le piccole compagnie private.

Il gioco si svolge tra fasi di borsa e fasi operative. Durante quelle azionarie, i giocatori comprano, vendono o scambiano quote nelle società ferroviarie, cercando di posizionarsi dove il valore crescerà. Nelle fasi operative, chi detiene la maggioranza azionaria decide per la compagnia: traccia binari, piazza stazioni e fa muovere i treni lungo le rotte costruite. Il guadagno non va subito in tasca ai giocatori — viene trattenuto dalla società, accumulandosi fino al prossimo round di dividendi.

Qui non esiste il fallimento: una compagnia senza treno non scompare, ma entra in amministrazione controllata e continua a funzionare, pur senza guadagnare nulla finché non ne affitta uno. È possibile possedere l’intera società, anche vendendo la carica di presidente al mercato — un dettaglio che apre strategie insolite per chi vuole controllare il flusso del denaro senza gestire direttamente le operazioni.

La vera sfida sta nel costruire rotte intelligenti: ogni stazione piazzata blocca una città, ma una sola volta a turno un treno può attraversarla lo stesso, rendendo ogni posizione strategica un’arma e un ostacolo allo stesso tempo. Il gioco si conclude quando il governo britannico inizia la nazionalizzazione: le compagnie più deboli vengono eliminate per prime, lasciando solo quelle solide a contendersi l’eredità.

Vince chi ha accumulato più ricchezza totale — contanti, azioni e società private — al momento dell’ultimo dividendo. Non è un gioco da principianti: ogni mossa conta, ogni investimento pesa, ogni binario tracciato può cambiare il destino di una compagnia. Ma per chi ama la pianificazione a lungo termine e i giochi dove l’economia diventa storia, 1860 è un piccolo capolavoro da non sottovalutare.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 180-240 min
  • Età Minima: 14+
  • Complessità: (4.12)

Artisti: Mike Hutton

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