Nell’autunno del 1919, l’esercito bianco di Denikin è a pochi chilometri da Mosca. Con carri armati britannici, aerei da bombardamento e automobili corazzate, avanza con determinazione verso la capitale bolscevica. Davanti a lui, una massa disomogenea di soldati rossi: contadini arruolati in fretta, armi scarse, ma animati dalla promessa di cibo e vestiti. Il tempo stringe: le strade si trasformeranno in fango, i rifornimenti si spezzeranno, e ogni giorno perso è un’opportunità perduta.
200 Miles from Moscow ti porta su questo fronte instabile, dove la tecnologia incontra la sopravvivenza. Ogni esagono rappresenta cinque chilometri di terreno russo, e ogni unità – da un reggimento di fanteria a una coppia di carri Mk V – ha un ruolo preciso. I bianchi contano sulla mobilità dei loro mezzi corazzati e sull’effetto sorpresa; i rossi devono guadagnare tempo, ritardare con la superiorità numerica, sacrificare posizioni per rallentare l’avanzata. Il sistema di rifornimento è vitale: senza carburante, gli aerei restano a terra e i carri diventano inutili. I comandi devono essere gestiti con cura, altrimenti le unità si muovono a scatti, disorientate.
Il gioco dura meno di un’ora, ma la tensione è costante. Il giocatore bianco sa che ogni ritardo può essere fatale; il rosso sa che basta resistere fino all’inverno per vincere. I 280 contrassegni e la mappa dettagliata creano un’atmosfera di guerra reale, senza bisogno di regole complesse. Qui non si tratta di schiacciare l’avversario con numeri, ma di gestire risorse fragili, sfruttare il terreno e anticipare le mosse dell’altro.
È un gioco che racconta una battaglia dimenticata: dove la logistica batte la forza bruta, e dove due uomini in una stanza possono riscrivere la storia con un lancio di dado.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!