4th Street Baseball

(2007)
7.0/10 (14 voti)

4th Street Baseball non è un gioco da tavolo qualsiasi: è una simulazione minuziosa del baseball americano, dove ogni lancio, ogni battuta e ogni giocata si dipanano come in un vero stadio. Niente schemi predefiniti, niente risultati casuali senza senso — qui tutto nasce dai dati reali dei giocatori della stagione 2005, stampati su schede di cartoncino delle dimensioni di una vecchia carta da chewing gum. Ogni battitore ha un profilo dettagliato: media, potenza, capacità di rubare basi, attitudine al bunt, differenze tra sinistro e destro. Ogni lanciatore è caratterizzato dal suo controllo della palla, dalla tendenza a concedere fuoricampo, dal rapporto tra passaggi e strikeout, e persino da quanto bene i suoi compagni di squadra riescono a coprire il campo alle sue spalle.

Il gioco si svolge con cinque dadi: un venti lati per determinare l’esito decisivo, due dieci lati per stabilire il conteggio palla-strike al momento del lancio e due sei lati per misurare la potenza o la distanza della battuta. La partita inizia con il lanciatore: a seconda di come si sviluppa il conteggio, l’equilibrio tra attacco e difesa cambia dinamicamente. Se il lanciatore ha il vantaggio, i suoi parametri si rafforzano; se è in svantaggio, la pressione passa al battitore. Entrambe le parti scelgono simultaneamente una strategia — un cambio di lancio, un tentativo di rubata, un hit and run — e poi svelano le carte insieme. È qui che entra in gioco il cuore del sistema: si cerca la combinazione corrispondente sulla scheda del lanciatore, che può indicare una battuta verso l’outfield sinistro, uno scontro diretto tra battitore e tiratore o un effetto particolare dello stadio. A quel punto, si sottrae il valore difensivo dal valore offensivo e lo si confronta con il risultato del d20: se è inferiore o uguale, vince l’attacco; altrimenti, la difesa prevale.

L’esito finale non è mai arbitrario. Se il battitore ha vinto lo scontro, si sommano i due d6 e si legge il risultato sulla sua scheda: un fuoricampo, un doppio, una palla bloccata dal campo corto o un errore difensivo. Se invece prevale la difesa, l’esito viene letto dalla scheda del giocatore che ha effettuato l’azione — il lanciatore può ottenere uno strikeout, il primo base un taglio a prima, il centrale una presa spettacolare.

Il gioco include tutto ciò che serve: i campi da gioco stampati su cartoncino, le schede strategia, le tabelle di riferimento e i fogli per annotare la partita. Non c’è un obiettivo esplicito di vittoria — ma chiunque abbia mai seguito una partita sa che il vero premio è vivere ogni inning come se fosse l’ultimo, con le pause tese tra un lancio e l’altro, i cambi di strategia, gli errori impercettibili che cambiano il corso della gara. 4th Street Baseball non ti fa vincere: ti fa sentire parte del gioco. E in questo, è già una vittoria.

  • Giocatori: 1-2
  • Durata: 90 min
  • Complessità: (3.50)
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