A Day at the Races

(1975)

A Day at the Races è un gioco da tavolo che porta l’emozione delle corse ippiche sul tuo salotto, in pochi minuti e senza bisogno di un bookmaker. Nato nel 1975, non cerca di simulare il mondo dell’ippica con regole complesse: vuole solo far vibrare la tua tavola come se fosse una pista da corsa.

Tutto parte da una traccia in vinile verde, tesa tra due estremità del tavolo grazie a due morsetti metallici. Sulla pista si dispongono cinque cavalli di plastica, ognuno con un jockey pesato che dondola al passaggio delle vibrazioni. Accanto, i starting stalls e il traguardo completano l’ambiente: sembra una piccola fiera mobile, pronta a partire. Ogni giocatore sceglie un cavallo, piazza la propria scommessa su chi vincerà — e poi gira lentamente la manovella all’inizio della pista.

È qui che accade il magico: la traccia inizia a vibrare, i cavalli avanzano con movimenti imprevedibili, guidati non dalla fortuna cieca ma da un equilibrio sottile tra peso, attrito e ritmo. Il jockey di uno scivola avanti, l’altro vacilla, il terzo sembra quasi volare. Nessuno sa con certezza chi arriverà primo — e proprio questo rende ogni gara diversa.

Il vincitore è semplice: chi ha scommesso sul cavallo che attraversa per primo la linea d’arrivo. Non c’è strategia complessa, non si controllano i movimenti. Ma c’è tensione, c’è risata, e un po’ di malizia nel puntare su quel cavallino che sembra lento ma ha sempre vinto una volta ogni tre partite.

Adatto a famiglie o amici che cercano qualcosa di leggero da giocare tra un bicchiere e l’altro, A Day at the Races non è un gioco profondo. È un piccolo spettacolo meccanico, un po’ nostalgico, dove il divertimento sta nel vedere i cavalli che corrono — e nell’attesa di chi vincerà questa volta.

  • Giocatori: 1-5
  • Durata: 10 min

Meccaniche: Scommesse e Bluff

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