A Fistful of Turkeys è un gioco da tavolo che sembra uscito da una bizzarra leggenda dell’Ovest: Billy deve catturare sei tacchini in meno di dieci mosse, senza farsi beccare dalla loro furia.
Tutto avviene su una mappa esagonale stampata su un singolo foglio che si ripiega come un microgame da portare in tasca — uno stile che ricorda le prime uscite di Steve Jackson Games, prima ancora che diventassero famose.
Si gioca a due: lanci i dadi per muoverti tra i recinti della fattoria, cercando di schiacciare i tacchini con il tuo fucile da cowboy… o meglio, con un semplice dado.
Vinci se riesci a “schiacciarli” tutti prima che scappino via o ti facciano perdere la pazienza.
Ma il vero charme di questo gioco non è nella meccanica — è nei dettagli: l’introduzione finta dell’autore, la lettera arrabbiata di un cliente, i loghi parodistici delle case editrici e quel “Some Turkey Games” scritto in basso con lo stesso stile dei classici anni Ottanta.
È un gioco diretto, leggero, quasi assurdo — ma proprio per questo, irresistibile da giocare tra una risata e l’altra.
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