Nella guerra civile americana con *A House Divided: The Brothers War*, un gioco da tavolo che trasforma i grandi scontri storici in una strategia cooperativa e competitiva tra due fazioni. Fino a sei giocatori si dividono in team, ciascuno al comando di uno dei tre teatri operativi — Est, Centro o Ovest — per guidare l’Unione o la Confederazione verso la vittoria. Non sei solo: devi collaborare con i tuoi compagni di fazione, decidendo insieme chi comandare, dove inviare le truppe e quando rinunciare al controllo di un esercito che attraversa i confini del tuo teatro.
Ogni generale ha caratteristiche uniche, e la scelta giusta tra Ulysses Grant e Robert E. Lee può cambiare il corso della guerra. Le battaglie si risolvono con dadi, in uno stile familiare a chi conosce *Axis & Allies*, ma le regole sono pensate per catturare la complessità del conflitto: movimenti limitati da terreni e logistica, eventi storici che emergono dalle carte, e una gestione delle risorse che riflette le difficoltà reali di entrambi gli schieramenti.
La vittoria non si misura solo in territori conquistati, ma nella capacità di mantenere l’equilibrio tra offensiva e difesa, tra unità locali e movimenti strategici. Il tabellone a quattro pannelli riproduce fedelmente la mappa degli Stati Uniti del 1860-1865, mentre le carte evento introducono momenti chiave della guerra — da Gettysburg alla resa di Appomattox — senza mai forzare il corso storico.
Non serve un set di pedine specifico: basta usare quelli classici da Risk per rappresentare fanteria, cavalleria e artiglieria. Il gioco non è semplice, ma non è nemmeno ostico: la sua forza sta nella tensione tra cooperazione e competizione, tra il bisogno di coordinarsi e l’urgenza di affermare il proprio comando. È un gioco per chi ama la storia, i dilemmi strategici e le decisioni che pesano sul destino di una nazione.
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