Abuse: The Final Insult è un gioco da tavolo che trasforma le offese in un divertimento senza pietà. Non si tratta di essere cattivi — ma di essere veloci, creativi e un po’ maliziosi. Con 80 carte in mazzo, fino a quattro giocatori si sfidano a colpire con insulti sempre più spietati, cercando di liberarsi per primi delle proprie carte prima che qualcun altro lo faccia.
Ogni turno, scegli una carta dalla tua mano e lancia un insulto: può essere uno già scritto o un mix personalizzato grazie alle carte vuote, dove puoi scrivere la tua versione più tagliente. Ma attenzione: gli altri possono rispondere con i “riposte”, carte che ribaltano il colpo e ti fanno pagare per aver insultato la mamma o qualcosa di altrettanto sacro. È un gioco a ritmo serrato, dove chi parla per primo vince il round, e chi resta con le carte in mano alla fine ne prende punti.
La partita finisce quando uno svuota la propria mano: allora si contano i punti delle carte rimaste. Chi ha meno punti vince — non perché è il più cattivo, ma perché è stato il più abile a sfuggire alle sue stesse parole. Le regole sono semplici, le risate sono garantite, e ogni partita diventa un’occasione per inventare insulti mai sentiti prima. È come fare la “dotta” con gli amici, ma con le carte in mano e il cuore leggero. Niente è personale — o almeno, dovrebbe esserlo.
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