Akropolis è un gioco di strategia e inganno ambientato sulle pendici dell’antica acropoli, dove i giocatori competono per piantare i propri templi nei luoghi più prestigiosi. Non si tratta solo di movimento: qui ogni mossa nasconde una scommessa, e chi indovina il totale delle azioni degli avversari guadagna un vantaggio decisivo.
Ogni giocatore ha a disposizione sette piccoli templi in legno e diversi dischetti di legno chiamati pietre dell’oracolo. Durante ogni turno, tutti decidono simultaneamente quanti passi vogliono muovere uno dei propri templi: nascondendo un numero di pietre nella mano destra (il movimento effettivo) e tenendo le rimanenti coperte nell’altra. Poi, in ordine, ognuno scommette su quanto totale di pietre verranno rivelate da tutti i giocatori nel turno — ma non può ripetere una cifra già detta. Chi indovina esattamente il totale ottiene un privilegio speciale nella fase successiva.
A quel punto, tutti rivelano le loro pietre e muovono simultaneamente uno dei propri templi di tanti passi quanti ne hanno dichiarato. I movimenti possono avvenire in ogni direzione — orizzontale, verticale o diagonale — e si può saltare sopra altri templi, ammesso che la casella finale sia libera. Se durante il percorso si salta proprio un tempio avversario con l’ultimo passo prima di fermarsi, è possibile catturarlo: lo si rimuove dal tabellone e lo si restituisce al proprietario, che dovrà ricollocarlo in una fase successiva.
Infine, solo chi ha indovinato il totale delle pietre può posizionare uno dei suoi templi su una casella di partenza vuota. Se tutte le posizioni iniziali sono occupate o se già tutti i templi sono sul tabellone, l’azione non si compie.
La vittoria dipende dal numero di templi piazzati sulla montagna sacra: con due giocatori, bisogna averne almeno sette; con tre o quattro, occorrono dodici punti totali. I punti sono assegnati in base alla posizione dei templi sulle caselle numerate — quelle centrali valgono di più.
Akropolis non è un gioco di forza bruta: vince chi sa calcolare le intenzioni degli altri, nascondere i propri piani e scommettere con intelligenza. Le decisioni sono simultanee, il bluff è essenziale, e ogni turno si trasforma in una danza silenziosa tra previsione e sorpresa. Non c’è fortuna: solo mente contro mente, su un terreno antico che non perdona gli errori.
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