Tu sei un agente turistico alla ricerca dei luoghi perfetti per i tuoi clienti: devi esplorare l’isola, scoprire le coste più belle e piazzare gli ombrelloni sulle spiagge prima che qualcun altro lo faccia. Ma attenzione: ogni passo è un rischio. Ogni scelta può portarti alla vittoria… o a perdere tutto.
Il gioco si svolge su una mappa modulare, composta da tessere che rivelano terra e mare in modo casuale. Su quasi tutte le tessere ci sono da uno a tre punti di spiaggia dorata, pronti per essere conquistati. Al tuo turno, sposti il tuo agente su una nuova posizione, poi peschi una tessera: deve essere collocata adiacente al punto in cui ti trovi, e solo se puoi camminarci sopra senza saltare o girarti. Se la piazza correttamente e contiene una spiaggia, hai la possibilità di lasciare un ombrellone del tuo colore, appoggiato sul fianco. È il tuo primo guadagno… ma non l’ultimo.
Qui entra in gioco la tua audacia: puoi decidere di continuare a pescare tessere e avanzare ancora. Ogni volta che cammini su una spiaggia, aggiungi un altro ombrellone — sempre sul fianco. Ma se peschi una tessera che non riesci a posizionare, la tua esplorazione finisce qui: perdi tutti gli ombrelloni appoggiati e devi tornare indietro con le mani vuote. È un momento di tensione sottile, dove il cuore batte più forte della fortuna.
Quando decidi che è abbastanza — o quando non hai più strade da percorrere — giri gli ombrelloni in piedi: sono ora tuoi, e contano come punti. Ma la vera sfida non è solo accumularli: devi conquistare le spiagge più lunghe. Alla fine del gioco, quando tutte le tessere sono state collocate, si misurano i tratti di costa continua. La spiaggia più lunga vale 10 punti, la seconda 9, e così via. Chi ha il maggior numero di ombrelloni su quella spiaggia vince quel punteggio. E se hai ancora degli ombrelloni nel tuo stock, ogni singolo ti dà un punto extra.
Il bello di Aloha è che non devi combattere per controllare una sola spiaggia: vincere richiede equilibrio. È meglio avere tre o quattro spiagge medie piuttosto che una lunga con pochi ombrelloni. E la posizione delle tessere, obbligata da regole precise — devono sempre toccare il maggior numero di altre tessere possibile — aggiunge un livello strategico nascosto: a volte non puoi scegliere dove metterle, e quel dettaglio può farti perdere la tua chance.
Non c’è molto da fare tra un turno e l’altro, ma ogni decisione conta. Saper fermarsi al momento giusto è più importante di spingerti fino all’ultimo respiro. E anche se il destino ti gira le spalle con una tessera sbagliata, non sei ancora fuori: chi ha pianificato bene può ancora ribaltare la situazione.
Alla fine, l’isola si riempie di verde e blu, punteggiata da ombrelloni colorati come fiori tropicali. Non è un gioco violento, ma silenziosamente intenso: una danza tra coraggio e prudenza, tra il desiderio di espanderti e la paura di perdere tutto. E quando vinci, non perché sei stato fortunato, ma perché hai saputo ascoltare il ritmo dell’isola — allora sai che Aloha ti ha davvero preso.
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