Anti-Monopoly II è un gioco da tavolo che mette in scena una battaglia tra due mondi: chi vuole costruire un’economia equa e chi cerca di dominarla. Due regole, due stili di gioco, lo stesso tabellone. Tu decidi se essere l’imprenditore onesto o il magnate che sfrutta i monopolii.
I giocatori si dividono in due fazioni: i Competitori e i Monopolisti. I Competitori agiscono subito: appena acquistano una proprietà, costruiscono case (verdi) fino a quattro, poi un hotel (rosso), e pagano affitti ragionevoli. I Monopolisti invece aspettano: non costruiscono finché non controllano tutta una colorata strada, limitano le case a tre per tenere bassa l’offerta, e infliggono canoni esorbitanti ai poveri inquilini. Entrambi possono finire in prigione o scatenare guerre dei prezzi — ma i motivi sono diversi.
All’inizio, i Competitori guadagnano di più: le loro case generano reddito costante e la gente li apprezza. Ma con il tempo, se non tengono d’occhio i soldi, i Monopolisti possono riprendersi tutto: un solo quartiere controllato può cambiare il corso della partita. È una lotta tra rapidità e pazienza, tra trasparenza e astuzia.
L’equilibrio è costruito con intelligenza: non c’è un vincitore predestinato. Il gioco regola le probabilità in modo che entrambi gli stili abbiano una reale possibilità di trionfare, anche se uno sembra più forte all’inizio.
Nasce come “Choice” perché il suo creatore, Ralph Anspach, fu costretto a cambiare nome per via di cause legali legate al famoso Monopoly. Quando nel 1983 la corte gli diede ragione, diventò Anti-Monopoly II. Poi, per evitare confusione con l’originale, nel 1987 cancellò il “II” e lo lanciò come semplice Anti-Monopoly.
Ma questo gioco non è solo un colpo di genio legale: è una critica giocosa al capitalismo selvaggio. E tu? Vuoi essere il buono o il cattivo? Il tabellone ti aspetta.
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