Archimedes è un gioco astratto dal sapore antico, giocato su una scacchiera 8x8 con pochi pezzi ma molta profondità. Ogni giocatore controlla un solo re, simile a quello degli scacchi, che si muove di una casella in ogni direzione. La tua mossa è sempre composta da due azioni: spostare il tuo re e poi posizionare una piramide sul tabellone. Le piramidi — otto in totale, in cinque colori diversi — fungono da barriere che lentamente chiudono lo spazio di movimento. Quando il tuo re rimane completamente circondato e non può più muoversi, sei fuori... a meno che non ci sia una linea retta di due piramidi dello stesso colore che partono dal tuo re: in quel caso, puoi spostare la piramide più vicina da qualche altra parte e riaprire un percorso. È un equilibrio sottile tra intrappolare gli avversari e non rimanere intrappolati tu. Il gioco finisce quando resta un solo giocatore in grado di muoversi. Nato nel 1981, Archimedes ha qualcosa di raro: regole che stanno in mezza pagina ma con una logica che si svela piano, come un enigma da risolvere. La scatola originale non riporta né il nome dell’autore né dettagli tecnici — solo le istruzioni stampate sul retro, in inglese e tedesco, quasi un segreto tramandato tra giocatori. È un gioco che sembra dimenticato, ma che merita di essere ritrovato.
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