Astoria è un gioco che nasconde due mondi in uno stesso scatolone. Da un lato del tabellone si svolge una partita di alchimia tattica e cooperativa; dall’altro, un dramma politico dove tradimenti e disastri minacciano un regno in bilico. Entrambe le versioni ti trasformano in un mago o un alchimista chiamato a salvare il re di Astoria da una misteriosa malattia che lo sta consumando, ma i modi per farlo sono radicalmente diversi.
Nella versione “Combination”, sei in squadra con altri giocatori. Tutti insieme dovete raccogliere gemme colorate — rubini, smeraldi, zaffiri e gli altri — per comporre reagenti magici che diventeranno l’antidoto al male del sovrano. Ogni gemma ha un ruolo preciso: posizionarle nel giusto ordine sul tabellone ti permette di attivare poteri speciali, bloccare i rivali o accelerare la tua produzione. Ma attenzione: il gioco finisce non quando qualcuno vince, ma quando una delle sei categorie di gemme si esaurisce. Ecco perché ogni mossa conta: devi bilanciare la corsa verso l’antidoto con la necessità di allungare il tempo, soprattutto se la tua squadra è ancora indietro.
L’altro lato del tabellone apre le porte alla versione “Epic”, molto più complessa e carica di tensione. Qui non sei solo un guaritore: sei un mago in una corte dove qualcuno potrebbe essere un traditore. Il re è malato, ma tre minacce si avvicinano simultaneamente: un’orda barbarica che assedia le mura, una rivolta popolare che infiamma le strade e il drago antico che scende dalle montagne con fuoco e terrore. Ogni mago può creare oggetti incantati — armi, talismani, rune — tratti da sei fonti magiche diverse, per difendere la città o indebolire i nemici. Ma non tutti lavorano per il bene comune. Uno o più giocatori sono segretamente al servizio di uno dei tre nemici: potrebbero sabotare le difese, far morire il re, o lasciare che l’orda invada senza opporre resistenza.
La sfida diventa un gioco di sospetti e intuizioni. Osservi gli altri con attenzione: perché ha giocato quella carta proprio ora? Perché ha ignorato la rivolta mentre concentrava tutti i poteri sul drago? Se qualcuno viene accusato di tradimento, si apre un dibattito tra i maghi — e se l’accusa è giusta, il traditore perde. Ma se sbagli, ti ritrovi isolato e vulnerabile.
Il vincitore non è chi salva il re: è chi riesce a far sì che la propria fazione vinca. Se il re muore, vince chi lo ha voluto morto. Se una delle minacce raggiunge la massima forza, vince quella fazione — e con lei, il traditore che l’ha aiutata. E se i maghi riescono a sconfiggere tutti gli avversari? Allora si scopre chi era il traditore: e solo lui perde.
Astoria non è un gioco che ti dice cosa fare. Ti offre strumenti, regole, e un mondo in crisi — poi ti lascia decidere se essere eroe, alchimista o traditore. E ogni partita cambia a seconda di chi siede attorno al tavolo.
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