Automania: The Game of the Motor Giants è un gioco da tavolo che ti fa sentire come un imprenditore automobilistico degli anni Novanta, ma senza dover lasciare il salotto. Nel 1991, Ian Livingstone – già noto per Boomtown – lo ha creato in una tiratura limitata di mille copie, con pezzi di legno a forma di auto e un tabellone colorato che rappresenta sei paesi pronti ad accogliere le tue vetture. Ogni giocatore guida una casa automobilistica nazionale: devi esportare macchine, investire in pubblicità e sperare che i mercati ti siano favorevoli.
Ogni turno, scegli con attenzione dove piazzare le tue auto nei vari paesi e quanto denaro destinare alla promozione. Ma c’è un trucco: prima di rivelare il tuo budget, giochi una carta mercato nascosta che può cambiare tutto – magari la Svezia vende tutte le sue auto negli Stati Uniti, o una macchina diventa “Auto dell’Anno” e raddoppia i guadagni. Le carte, 56 in totale e con testo in inglese e tedesco, danno al gioco un’imprevedibilità che lo rende vivace: ogni partita è diversa, perché non sai mai cosa ti aspetta.
Dopo la ristrutturazione del mercato, si scopre chi riesce a vendere di più. Chi spende di più in pubblicità ha la priorità, ma solo se il paese accetta le sue auto. Guadagni soldi? Bene. Ogni 10.000 dollari di profitto sposti un segnalino sul percorso della classifica. Vince chi arriva per primo al traguardo.
Non è un gioco complicato, ma ha il suo carattere: le carte mercato lo rendono strategico senza essere pesante, e la gestione nascosta delle auto rimaste ti costringe a pensare due volte prima di rivelare i tuoi piani. Alcuni ritengono che alcune carte siano troppo potenti – Livingstone stesso ha suggerito quali evitare – ma questo non toglie il divertimento. È un gioco leggero, con un’atmosfera particolare e una meccanica immediata che diventa incisiva quando le carte entrano in gioco. Perfetto per chi ama i giochi economici senza troppi numeri, ma con tanta personalità.
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