Bacchanales non è un gioco da tavolo come gli altri: è un viaggio tra profumi e sapori, dove l’olfatto diventa arma segreta e ogni sorso nasconde una storia. Pensato per chi ama il vino ma anche per chi vuole scoprirlo, ti porta a indovinare varietà, annata e persino la regione di provenienza di una bottiglia… senza mai vedere l’etichetta.
Ogni partita inizia con un piccolo allenamento. I giocatori hanno a disposizione 40 flaconcini pieni di aromi che si trovano nel vino: cuoio, prugna, cannella, fungo, limone, persino detersivo — sì, anche quelli che segnalano un difetto. Ognuno ha il nome nascosto sotto la base, e l’obiettivo è riconoscerli a naso chiuso. Non serve essere esperti: basta provare, confrontarsi, sbagliare e ricominciare. È qui che si impara davvero: non con le nozioni, ma con i sensi.
Poi arriva il momento clou: ognuno porta una bottiglia di vino — l’etichetta ben nascosta — e la sottopone all’esame collettivo. Con un bicchiere speciale, un cucchiaio dosatore e due guide semplici ma precise, i giocatori annusano, assaggiano, discutono. È il vino rosso che ha riflessi mattone? Probabilmente ha qualche anno sulle spalle. Quelle bollicine sottili e veloci in un champagne? Segno di qualità. Ogni osservazione trova una risposta nelle guide: non si tratta di memoria, ma di logica sensoriale.
Il gioco non punta a vincere con la perfezione, ma con l’accuratezza. Chi riesce ad abbinare più indizi correttamente — varietà del vitigno, annata, processo di vinificazione, potenziale d’invecchiamento — guadagna punti e rispetto. Non c’è un vincitore assoluto: il vero premio è scoprire quanto si può imparare in poche ore, con gli amici attorno a una tavola.
Bacchanales funziona perché non chiede conoscenze pregresse, ma curiosità. Chi ha mai bevuto un vino e si è chiesto “ma che profumo ha?” trova qui la risposta. E chi pensa di conoscerlo bene scopre nuovi dettagli, sfumature nascoste tra le note fruttate o terrose. L’80% delle persone senza esperienza riesce a indovinare almeno tre domande su cinque: non è magia, è l’olfatto che si risveglia.
C’è anche una variante più veloce e giocosa, perfetta per chi vuole un party game leggero. Si scelgono 10 o 12 flaconcini a caso, si scrivono i nomi su un foglio, si mescolano i profumi e si prova ad abbinarli entro il tempo limite. È come un memory con gli occhi bendati: divertente, imprevedibile, e perfetto per rompere il ghiaccio.
Bacchanales non è un gioco da collezionisti o da esperti. È un’esperienza che si vive insieme — tra risate, dubbi, scoperte improvvisate e quel momento in cui qualcuno esclama: “Ma questo ha proprio l’odore di quando andavo dai nonni in Toscana!” E allora capisci: il vino non è solo un prodotto. È memoria, territorio, condivisione. E ora lo sai anche.
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