Bagh Chal è un gioco antico e silenzioso, nato tra le montagne del Nepal: due avversari, un equilibrio sottile, e una battaglia che si gioca su una griglia di linee intrecciate come radici d’albero. Da una parte ci sono quattro tigri, agili e letali; dall’altra, venti capre, numerose ma senza attacco. Non è uno scontro diretto: è un gioco di spazi, di movimenti calcolati, di chi riesce a controllare il terreno.
Le tigri iniziano già sul tabellone, ai quattro angoli; le capre vengono piazzate una alla volta dall’avversario, che ha tempo per muovere ogni volta tra un posizionamento e l’altro. Una volta che tutte le venti capre sono in gioco, si entra nella fase dinamica: a turno, ognuno sposta un proprio pezzo lungo le linee da incrocio a incrocio. Le tigri possono saltare sopra una capra per catturarla — ma solo se c’è uno spazio vuoto dall’altra parte, come in una partita di dama. Cinque catture e le tigri vincono.
Le capre non possono mangiare, ma hanno un altro modo per vincere: intrappolare le tigri. Se riescono a bloccarle così bene da non lasciar loro nemmeno uno spostamento possibile, la vittoria è loro. È una lotta tra quantità e precisione, tra occupazione e libertà. Ogni mossa conta. Un errore di posizionamento può trasformare un’intera strategia in trappola.
Il tabellone ricorda quelli del gioco spagnolo Alquerque o della variante malgascia Fanorona, ma il ritmo è diverso: più lento, più tattico. Non serve fortuna, solo intuito e pazienza. È un gioco che sembra semplice, ma nasconde profondità inaspettate. E sebbene sia antichissimo, non ha mai perso la sua eleganza. Un piccolo capolavoro di strategia pura, dove ogni pezzo è una decisione e ogni spazio un’opportunità.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!