Tra le rive del Reno e del Danubio, tra i boschi della Germania e le colline della Gallia, ogni scena è un capitolo di una guerra lunga quasi tre secoli.
Il gioco usa una griglia esagonale e pedine semplici, con dadi per risolvere gli scontri: un sistema diretto, ereditato da Caesar’s Legions ma perfettamente adattato a questa epoca più caotica. Puoi guidare le legioni romane nella loro difesa oppure comandare i popoli ribelli — germani, galli, daciani o sarmati — che minacciano l’impero da ogni fronte. Le 32 scenari offrono partite da due ore fino a venti, adatte al solitario o a due giocatori; alcune si prestano anche a quattro.
Non c’è un’unica via per vincere: talvolta basta resistere, altre volte devi conquistare territori chiave o distruggere intere armate. L’attenzione ai dettagli storici è sottile ma presente: ogni fazione ha le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e i suoi limiti.
Nato come estensione naturale del classico Caesar’s Legions, Barbarians non cerca di rivoluzionare il genere, ma lo approfondisce con precisione e rispetto per la storia. È un gioco per chi ama le battaglie lente, i piani che si svolgono su mappe vastissime e il peso delle decisioni in un mondo dove anche una sola legione può cambiare il corso di un’epoca.
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