Baseball

(1941)

Baseball del 1941 non è un gioco da tavolo come gli altri: è una sfida di destrezza che trasforma il sogno di un home run in un balzo di biglie di vetro. Con un bastone di cartone lungo poco più di otto centimetri, appoggiato su un campo disegnato con precisione sul fondo della scatola, ogni giocatore cerca di colpire la propria pallina — bianca o nera — e mandarla a rotolare tra i buchi del diamante. Il bastone ha una piccola semicirconferenza di legno sotto la maniglia per stabilizzarlo, e un foro alla punta dove si infila la biglia prima dello scatto. Con un colpo secco sul manico, la pallina vola in aria e atterra su uno dei tanti buchi: se cade nel cerchio intorno al lanciatore, è una palla staccata; se finisce nei fori vicino ai giocatori di campo, sei fuori. I buchi numerati invece segnano un colpo sicuro — da base singola a doppio, triplo o addirittura il mitico home run nel centrocampo. Quattro palle ti regalano una base, tre strike e sei fuori. Ogni colpo riuscito va marcato con la pallina sul relativo basamento prima di riprovare. Il gioco è chiaro fin dal primo turno ma difficile da padroneggiare: il movimento del bastone deve essere preciso, né troppo debole né troppo violento. Non c’è un vincitore ufficiale, ma chi riesce a segnare più punti in una partita di nove inning — o semplicemente chi fa l’home run più spettacolare — diventa il re del diamante. È un gioco che non ha bisogno di regole complesse per emozionare: basta un dito, un bastone e la speranza che la pallina cada nel posto giusto. Un pezzo raro, tra i primi giochi da tavolo a riprodurre il ritmo e l’incertezza del vero baseball.

  • Età Minima: 8+
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