Battle of Ballots è un gioco da tavolo del 1931 che trasforma l’apprendimento della geografia politica americana in una competizione. Su una mappa dell’intero Paese, ogni stato ha un foro dove si inserisce un tassello a nome della propria capitale: sono 48, perché nel 1931 l’Alaska e la Hawaii non erano ancora stati membri. I giocatori si alternano pescando carte con i nomi delle capitali; se riescono a indovinare lo stato corrispondente, piazzano un segnaposto del loro colore e conquistano i relativi voti elettorali. Il gioco non richiede fortuna: solo memoria, attenzione e un po’ di cultura civica. Quando tutti gli stati sono occupati, si sommano i punti: chi ha raccolto più voti elettorali vince la presidenza immaginaria. È un gioco diretto, ma con una personalità affascinante: non è solo un quiz geografico, è un viaggio nel passato, quando l’educazione civica si faceva con le mani e il sorriso. Trovato in un mercatino dell’usato, questo esemplare sembra uscito da una scuola degli anni Trenta — e ancora oggi riesce a coinvolgere, senza bisogno di schermi o suoni. Un piccolo tesoro silenzioso.
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