Belote è un gioco di carte che da oltre novant’anni domina le tavole delle famiglie francesi, tra salotti caldi e bistrò affollati. Nato negli anni Trenta, non è solo un passatempo: è una tradizione, giocato con precisione e spirito competitivo, spesso in coppia contro l’altra metà del tavolo.
Si gioca con un mazzo di 32 carte — dai sette all'asso, senza jolly né carte basse — tra quattro giocatori divisi in due squadre. I compagni siedono uno di fronte all’altro, pronti a coordinarsi senza parlare, leggendo i segnali delle mani e anticipando le mosse dell’avversario. La distribuzione avviene in due fasi: tre carte per ciascuno, poi altre due. A questo punto, la prima carta del mazzo viene scoperta: il suo seme diventa temporaneamente quello di atout, o trionfo.
Ora comincia la fase decisiva: ogni giocatore decide se accettare quel seme come trionfo. Se qualcuno lo fa, prende la carta scoperta e il mazziere completa le mani distribuendo tre carte a tutti tranne lui, che ne riceve solo due, per un totale di otto carte ciascuno. Se nessuno accetta, si ripete l’offerta: questa volta, chi vuole dichiarare può scegliere liberamente il seme da rendere trionfo.
Il gioco procede come in molti giochi a prese: il primo giocatore lancia una carta e gli altri devono seguire lo stesso seme se possono. Se non ce l’hanno, sono obbligati a giocare un atout — eccetto quando è la coppia del compagno a vincere la presa. In quel caso, puoi tranquillamente scartare.
Ogni carta ha un valore diverso a seconda che sia trionfo o no: l’asso vale undici punti, il dieci dieci, il re quattro, la donna tre e il fante venti — sì, il fante è il più potente di tutti. Gli otto e i sette non contano nulla. Al termine delle otto prese, si sommano i punti raccolti da ogni squadra: chi raggiunge la maggioranza vince.
Belote ha molte varianti. La più diffusa oggi è la *coinche*, dove tutti ricevono subito le otto carte e si lancia una vera e propria asta per decidere chi guida il gioco e con quanti punti intende vincere. C’è poi la versione a due giocatori, perfetta per imparare, o quella da baretto, dove i bicchieri di vino sono parte integrante della regola.
Non è un gioco veloce né banale: richiede memoria, calcolo e intesa tra partner. Ecco perché, nonostante i nuovi giochi, Belote resta lì — silenzioso, elegante, immutabile come una buona bottiglia di vino.
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