Dopo aver spinto fino a 30 chilometri da Ankara, i greci sono bloccati su una linea lungo 400 km: logorati, isolati e senza più il sostegno dei loro alleati. Contro di loro, Mustafa Kemal prepara l’offensiva che cambierà la storia della Turchia moderna.
Il gioco è un wargame operativo su una mappa esagonale, dove ogni hex rappresenta due miglia e ogni turno copre dodici ore. Ogni unità — fanteria, artiglieria, cavalleria, aerei e quartier generali — ha due valori di combattimento: uno per l’attacco, uno per la difesa. I movimenti avvengono in due fasi distinte, e i rinforzi possono cambiare il corso della battaglia. La logistica è fondamentale: senza rifornimenti, le unità perdono efficacia e rischiano di collassare.
Due sono le campagne da giocare: la grande offensiva turca dal 26 al 31 agosto, che porta alla rottura del fronte greco, e “La Sacca”, l’accerchiamento finale in cui cinque divisioni greche restano intrappolate. Il gioco non è tecnico: le regole sono chiare, i conteggi limitati, ma la tensione cresce con ogni turno. La mappa a colori e i 280 segnalini rendono l’esperienza visivamente coinvolgente.
Non si tratta di una guerra ideologica o di eroismi epici: qui si gioca il prezzo della sopravvivenza, la fatica dei soldati, le decisioni che non hanno seconda possibilità. È un gioco per chi vuole capire come un esercito apparentemente forte possa crollare in pochi giorni — e come un popolo, contro ogni previsione, possa rialzarsi. Un’esperienza tranquilla ma profonda, da giocare con calma, magari dopo una cena con un amico appassionato di storia.
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