Blood & Sand ti trasporta nel cuore del deserto africano durante la campagna del 1941-42, dove le forze dell’Asse e gli Alleati si scontrano in una lotta senza quartiere per il controllo di un territorio arido e implacabile. Non è un altro gioco sulla guerra nel deserto: qui tutto è diverso.
Non ci sono tabelle complesse, non servono calcoli o riferimenti esterni. Il combattimento si risolve con i dadi: ogni unità ha un numero preciso di dadi da lanciare, e il tipo di dado – piccole armi o armi pesanti – ne determina l’efficacia in battaglia. È semplice, immediato, eppure profondo. Le tue truppe non sono solo punti su una mappa: sono un insieme di risorse da gestire con intelligenza.
Ogni giocatore ha un mazzo di 27 carte personalizzate, che rappresentano opportunità strategiche: potenziare i carri armati, ottenere rifornimenti extra, attivare movimenti speciali o sfruttare il carisma di Rommel. Ma le carte non sono infinite: devi scegliere cosa comprare con i tuoi punti risorsa, e ogni decisione ha un prezzo. Rafforzare una posizione? Richiamare truppe fresche? Bloccare l’avversario con un’azione inaspettata? Devi bilanciare il tuo budget tra combattimento, logistica e sorpresa. E la tensione cresce: non puoi avere tutto.
La mappa è composta da esagoni, come nei classici wargame, ma qui ogni movimento e ogni scontro hanno un ritmo più rapido. Le regole sono chiare, concise – solo otto pagine in totale, incluse quelle per il gioco solitario – e si imparano in pochi minuti. Eppure, dietro questa semplicità c’è una simulazione ben costruita: la logistica è un elemento centrale, non un dettaglio. Senza rifornimenti, le tue truppe si indeboliscono; senza fortificazioni, i tuoi punti chiave cadono facilmente.
La partita può durare tra due e cinque ore a seconda dello scenario scelto: dal breve scontro tattico alla campagna completa che copre l’intero conflitto. Gli 176 controindicati includono anche pezzi vuoti per personalizzare le unità, un tocco che invita all’improvvisazione.
Cosa rende Blood & Sand speciale? Non è la complessità, ma il modo in cui semplifica senza banalizzare. Le carte non guidano il gioco: lo arricchiscono. I dadi non sono casuali: riflettono l’efficacia reale delle unità. E ogni mossa ti costringe a scegliere tra ciò che vuoi e ciò di cui hai davvero bisogno.
È un gioco per chi ama la guerra in deserto, ma anche per chi cerca un wargame accessibile senza rinunciare alla profondità strategica. Non devi essere un esperto per giocarlo. Ma se lo fai, probabilmente non vorrai smettere.
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