Campaign

(1971)
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Campaign è un gioco di guerra strategica che ti trasporta nell’Europa napoleonica, dove ogni mossa conta e le alleanze si rompono come cristallo. Non è un simulatore storico preciso, ma un’esperienza astratta e tattica in cui sei tu il generale a capo di un esercito che lotta per la supremazia su un continente diviso in sei grandi regioni: Francia, Prussia, Russia, Austria, Italia e Spagna. Il tabellone, suddiviso in tre sezioni, rappresenta con semplicità le terre attraversate da armate, montagne impenetrabili, foreste dense e mari che limitano i movimenti. Qui non si combatte battaglia per battaglia: si controllano territori, si stringono patti e si costruisce un dominio che può crollare con un solo errore.

Ogni giocatore sceglie uno o due paesi (a seconda del numero di partecipanti) e inizia con una forza ben definita: un generale, quattro fanterie e quattro cavallerie disposte attorno alla capitale, più cinque unità aggiuntive da schierare nei territori circostanti. Il movimento è guidato dai dadi: puoi distribuire i punti tra le tue unità come preferisci — concentrarli su una sola truppa per un balzo lungo o dividerli per muovere più pezzi insieme. Ma c’è una regola fondamentale: la cavalleria si muove in linea retta, due caselle alla volta; la fanteria avanza solo in diagonale, di una casella per volta. Il generale, invece, può spostarsi ovunque — ma con un passo limitato — ed è l’unica unità che può occupare una città. Senza di lui, nessun insediamento diventa tuo.

Il combattimento non dipende dal caso: se le tue truppe possono raggiungere il nemico e la loro forza combinata supera quella dell’avversario, lo elimini. Ma qui entra in gioco un dettaglio cruciale: le unità adiacenti si sostengono a vicenda, come in Diplomacy. Una fanteria isolata è vulnerabile; una formazione compatta diventa quasi impenetrabile. E se perdi un pezzo? Non sei finito: ogni paese ha una zona di reclutamento da cui puoi richiamare unità, ma solo se hai ancora controllo su almeno una città. Perdere le città significa perdere anche la capacità di rinnovare il tuo esercito.

Le città sono l’obiettivo principale. Ognuno dei sei paesi ne ha quattro provinciali e una capitale. Per conquistare la capitale, devi prima sottomettere tutte le sue province. E non basta occuparle: devi tenerne almeno otto in totale — ma mai quelle del tuo stesso paese — per vincere. Oppure puoi vincere annientando il generale avversario, lasciandolo senza truppe da schierare. È un sistema che premia la pazienza e l’anticipazione: non si tratta di attaccare ovunque, ma di scegliere quando e dove colpire.

Le alleanze aggiungono una dimensione politica al conflitto. Con tre o quattro giocatori, puoi accordarti con un altro per dividerti il territorio, scambiandovi carte d’alleanza come promessa scritta. Ma attenzione: queste intese sono fragili. Basta dichiarare di romperle e già la prossima mossa tua può essere un attacco diretto al tuo ex alleato — che avrà però una mossa per prepararsi, ritirarsi o riorientare le sue forze. È un equilibrio sottile: fidati troppo e rischi di essere tradito; non fidarti mai e resti isolato.

Il gioco è rigorosamente strategico. Non c’è fortuna nel combattimento, ma i dadi influenzano il ritmo delle tue mosse. Un lancio basso ti costringe a rimanere in posizione difensiva; un lancio alto ti permette di spostare l’esercito con sorpresa. Eppure, anche qui la fortuna è solo un fattore secondario: il vero vincitore sarà chi riesce a gestire meglio le risorse, anticipare i movimenti e mantenere una rete logistica stabile.

Campaign non cerca di riprodurre la storia in modo realistico. Non ha carte, non ha eventi casuali, non ha un sistema complesso di rifornimenti. È più semplice, più pulito: un gioco di spazio, movimento e controllo. E proprio per questo è profondo. Ogni pezzo che muovi ha un peso; ogni città persa pesa come una ferita aperta. Non è un gioco veloce né leggero — richiede attenzione, pianificazione e talvolta il coraggio di tradire chi ti sta accanto.

Ma se ami le guerre strategiche dove la mente conta più dei dadi, dove ogni mossa può cambiare l’intero equilibrio del continente, Campaign è un classico che non ha perso un grammo della sua tensione. È un gioco per chi vuole pensare prima di agire — e pagare le conseguenze se sbaglia.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 120 min
  • Età Minima: 10+
  • Complessità: (2.28)
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