Card the Game è un gioco che non ha regole… perché ne ha troppe.
Si parte da un mazzo strano: carte da giochi diversi, vecchi collezionabili abbandonati, persino biglietti da visita o scontrini, tutto ciò che somiglia a una carta e ha un nome, un’immagine o qualcosa da dire. Si mescolano bene, si distribuiscono tra i giocatori, e da lì parte la follia collaborativa.
Ogni turno, prendi sette carte in mano — ma non devi usarle tutte. Basta che ne giochi una per lanciare il filo della storia. E qui entra in gioco la libertà: puoi aggiungere altre carte quando ti sembra giusto, anche se non è il tuo turno. Se qualcuno mette “L’Uomo che Fuma” (dalla serie X-Files), tu puoi rispondere con “Fumo” da Magic: The Gathering. Qualcun altro potrebbe cancellare quel fumo con un vento improvviso di una carta poco nota, e così via. Le carte non hanno effetti fissi: il loro potere nasce dall’immaginazione, dal contesto, dalla battuta che ti viene in mente. Un “Tequila Cattiva” può essere l’ultima bevanda di un personaggio morente; un “Biglietto da Negozio di Tabacchi” diventa la chiave per una vittoria assurda ma perfettamente giustificata.
L’obiettivo? Non c’è un vincitore ufficiale. Ma qualcuno, alla fine, riuscirà a costruire una storia così folle e coinvolgente che tutti annuiranno: “Ecco… lui ha vinto.”
È un gioco per ridere, per sorprendersi, per vedere come la mente umana può trasformare il caos in narrazione. Non serve conoscere i giochi da cui arrivano le carte: basta avere voglia di giocare con le parole, le immagini e l’assurdo.
Un mazzo sbagliato, un tavolo sbagliato, e sei pronto per una partita che non somiglia a nessun altro gioco.
E se qualcuno ti chiede: “Ma come si vince?” — sorridi, e rispondi: “Con il caos ben raccontato.”
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!