Caylus

(2005)
7.7/10 (29,777 voti)

Nel 1289, sotto lo sguardo del re Filippo il Bello, un villaggio chiamato Caylus inizia a trasformarsi. Non è più solo una distesa di capanne: qui sorgerà una fortezza che rafforzerà i confini del regno, e intorno ad essa, una città vivace prenderà forma tra botteghe, mercati e strade affollate. Tu sei uno dei maestri costruttori chiamati a guidare questa trasformazione.

Ogni turno scegli dove inviare i tuoi operai: nelle botteghe per raccogliere legno, pietra o denaro; nei laboratori per trasformarli in materiali più preziosi; oppure direttamente al cantiere del castello, dove ogni contributo ti regala punti prestigio e favori reali. Ma non basta agire: devi prevedere. I lavori disponibili dipendono dalla posizione del Provost, un segnalino che avanza man mano che nuovi edifici vengono costruiti lungo la strada principale. Solo gli edifici precedenti al Provost possono essere usati quel turno: spingere il segnalino troppo in là può bloccarti le opzioni, ma fermarlo prima ti impedisce di sfruttare i nuovi vantaggi.

Costruire un edificio non dà solo punti immediati: diventa una risorsa permanente. Ogni volta che un altro giocatore lo usa per raccogliere materiali o denaro, tu ricevi un compenso. La tua strategia si intreccia con quella degli avversari: scegliere la giusta sequenza di edifici significa controllare il flusso delle risorse e influenzare le mosse altrui.

Il gioco scorre in una sequenza precisa, dove ogni azione ha un costo e un ritorno. I giocatori si alternano nell’attivazione degli edifici, ma possono scegliere di passare quando non hanno più opzioni vantaggiose: chi passa per primo lascia spazio agli altri, ma rischia di rimanere indietro nei punti.

La partita termina quando il Bailiff — un altro segnalino che avanza con l’attivazione degli edifici — raggiunge la fine della strada. Allora si contano i punti: quelli accumulati costruendo, quelli guadagnati dai favori reali e quelli derivanti dalle rendite delle proprie strutture.

Caylus non è un gioco che regala vittorie facili. È un equilibrio sottile tra pianificazione, anticipazione e adattamento. Ogni partita si sviluppa in modo diverso: le scelte di costruzione, la posizione del Provost, il momento giusto per passare — tutto contribuisce a creare una partita densa, coinvolgente e mai ripetitiva. Vincere non significa solo essere più veloci: vuol dire costruire meglio, pensare prima e saper aspettare.

  • Giocatori: 2-5
  • Durata: 60-150 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.79)

Artisti: Arnaud Demaegd, Cyril Demaegd, Mike Doyle (I)

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