Più di duemilacinquecento anni fa, l’imperatore Qin ordinò la costruzione di un muro che avrebbe protetto i suoi territori settentrionali dalle incursioni dei popoli nomadi. Quel muro, oggi noto come Grande Muraglia Cinese, diventa il campo di battaglia per quattro governatori imperiali in cerca di gloria e riconoscimento.
Ogni giocatore assume il ruolo di un ministro dell’imperatore: devi posizionare i tuoi pezzi lungo la muraglia con attenzione, cercando di controllare le province cinesi che ti daranno punti vittoria. Ma attento: dall’altro lato del muro si estendono le terre dei Mongoli, e se dovessi dominarle per sbaglio, perderai punti invece di guadagnarli. Non esiste una corrispondenza diretta tra le due sponde: ogni decisione deve essere calcolata con intelligenza, non solo con la forza.
Durante il gioco, puoi usare speciali tessere che ti concedono privilegi unici: bloccare l’avversario, scambiare posizioni o riorientare il muro per cambiare le dinamiche di controllo. Le province hanno valori diversi, e la vittoria va a chi riesce a massimizzare i punti positivi senza cadere nella trappola del dominio mongolo.
Il gioco si svolge in un’atmosfera tesa ma tranquilla: non c’è conflitto diretto, solo una competizione silenziosa per l’influenza. Ogni turno richiede memoria e previsione, perché devi ricordare dove sono i pezzi degli altri e anticipare le mosse successive.
Chang Cheng è un gioco di posizionamento elegante, che mescola strategia leggera con un tocco di storia. Non serve essere esperti per capirlo, ma ci vuole intuito per vincere. Ideale per due o quattro giocatori in circa un’ora, offre una partita coinvolgente senza eccessi: pensiero, attenzione e un po’ di fortuna fanno la differenza.
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