Chemplay è un gioco da tavolo che trasforma i giocatori in imprenditori del settore chimico, dove ogni mossa può far guadagnare fortune o portare alla rovina. Nato nel 1974 su idea di Esso Chemicals per insegnare i fondamenti dell’economia petrochimica, non è un semplice gioco di fortuna: è un sistema vivente dove negoziazione, rischio e strategia si intrecciano come reazioni in un laboratorio.
Ogni giocatore indossa il ruolo di una società chimica o di un banchiere commerciale. Circa un terzo dei partecipanti assume la seconda veste: i banchieri non solo gestiscono i prestiti, ma possono anche possedere infrastrutture come oleodotti e aziende di trasporto, mentre le società chimiche si concentrano su impianti produttivi — tra cui gli speciali cracking steam, che potenziano la resa degli altri stabilimenti. Tutti muovono un pedone lanciando due dadi, avanzando lungo una pista dove case, impianti e incontri aziendali attendono di essere sfruttati o pagati.
L’obiettivo è chiaro: sopravvivere. Non si vince per punti, ma perché gli altri falliscono. Quando ti trovi senza soldi — per affittare una proprietà, pagare le tasse o rispondere a un incontro di bilancio — devi agire. Puoi vendere beni agli avversari, oppure chiedere un prestito alla banca internazionale: ma qui il limite è severo, solo il 50% del bisogno e al 20% d’interesse. Se hai urgente bisogno di più denaro, devi rivolgerti ai banchieri privati. Lì non ci sono regole fisse: puoi chiedere fino all’80%, ma l’interesse e le condizioni dipendono solo da te e dal tuo interlocutore. È un gioco di fiducia, pressione e intelligenza negoziale.
Quando un giocatore non riesce più a pagare nemmeno con la vendita dei beni o i prestiti, entra in stato di fallimento. Allora si apre una riunione tra i creditori: qui si prova a trovare un accordo per salvare l’azienda, distribuendo debiti e impegni in modo che tutti guadagnino qualcosa. Se non c’è intesa, il giocatore è eliminato e il suo patrimonio viene messo all’asta.
Chemplay non ti dà regole rigide: ti dà un mondo dove ogni decisione ha conseguenze, dove i rapporti tra persone contano più dei dadi, e dove la capacità di negoziare può salvarti meglio di una fortunata tirata. È un gioco che insegna senza sembrarlo — perché non si studia l’economia: si vive.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!