Club 3 è un gioco di bluff e intuizioni che sfrutta poche carte ma tanta psicologia. Nato nel 1987 da una rivista austriaca per appassionati, si ispira al poker ma lo snellisce fino a renderlo un duello rapido tra quattro carte in mano e un mazzo di soli 24 pezzi: sei valori, da uno a sei, in quattro semi. Non serve una mano perfetta per vincere: basta saper leggere gli altri, osare quando nessuno ti crede, e piegare la situazione con una scommessa audace.
Ogni giocatore riceve quattro carte e non può cambiarle. Il primo a credere di avere qualcosa lancia una carta sul tavolo insieme a qualche gettone. Gli altri possono attaccare: da soli o in due, formando un’alleanza temporanea contro il sospetto. Ma c’è un limite: ogni schieramento può usare al massimo tre carte per costruire una combinazione. E le combinazioni? Sono poche, ma stranamente evocative: la “Wortklauberei”, due numeri consecutivi; il “Redeschwall”, una coppia identica; e la “Phasendreschen”, l’improbabile accoppiata tra uno e sei. Non conta avere tutte le carte migliori, ma saper far credere di averle.
La partita dura venti minuti, durante i quali si accumulano gettoni con ogni vittoria. Chi alla fine ne ha di più, vince. È un gioco che non ti lascia mai tranquillo: ogni mossa può essere una trappola, ogni silenzio un segnale. Le regole sono semplici, ma le dinamiche tra i giocatori diventano sempre più tese e divertenti. Perfetto per chi ama il poker senza la lunghezza, e il bluff senza la complessità.
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