Confab è un gioco di carte vuote dove ogni parola diventa una risposta improvvisata in una conversazione assurda. Ogni giocatore riceve dieci carte bianche e le riempie con frasi casuali: “Ciao”, “Sono alto”, “Forse sì”, “Il gatto ha mangiato il mio homework”. Poi si mescolano tutte insieme, si distribuiscono cinque carte a testa e si lascia un mazzo centrale da pescare. Il gioco parte con una carta aperta: chiunque può giocarne una che sembri un seguito logico — o assurdo — della frase precedente. Se non hai nulla di adatto, peschi una nuova carta e passi il turno. Non si vince per punti, ma per la risata condivisa, per l’improvvisazione che funziona, per quel “ma chi ha scritto questa cosa?!” che fa scoppiare tutti. È un gioco da tavolo che non richiede preparazione né competenza: basta un po’ di follia e il coraggio di giocare frasi strane come se fossero normali. Le carte diventano segnali, battute, silenzi urlati. Il divertimento sta nell’aspettare cosa uscirà dalla mano del tuo amico: una risposta seria, un nonsense o un colpo di genio improvvisato. Perfetto per due persone che vogliono parlare senza dover pensare troppo — e per gruppi più grandi dove ogni turno diventa uno spettacolo da teatro dell’assurdo. Niente regole complesse, solo carte bianche e la libertà di dire il primo pensiero che ti viene in mente.
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