Conquest of the Pacific

(2000)
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Conquest of the Pacific è un duello navale tra due potenze in guerra: l’Impero giapponese, con una flotta poderosa ma risorse limitate, e gli Stati Uniti, che partono svantaggiati ma con un’industria capace di produrre senza sosta. Non c’è Asia nel tabellone, solo oceani e isole: qui si gioca la guerra del Pacifico tra incrociatori, portaerei e aerei da combattimento che dominano i cieli e le acque.

Il Giappone inizia con un’enorme superiorità navale, ma deve conquistare una lunga catena di isole per vincere. Ogni territorio catturato allunga le sue linee di rifornimento, rendendo sempre più difficile difendere tutto ciò che ha preso. Gli Stati Uniti, al contrario, partono con pochi mezzi ma un’industria inarrestabile: ogni turno diventano più forti, e la loro posizione geografica li avvicina ai teatri di guerra, permettendo rifornimenti rapidi e riparazioni costanti. La sfida è tutta lì: il Giappone deve vincere presto, prima che gli americani si organizzino; gli Stati Uniti devono resistere, aspettare e poi contrattaccare con la forza della produzione.

Gli aerei giocano un ruolo centrale. Possono decollare e atterrare sulle isole senza consumare punti movimento, perché l’isola e le acque circostanti sono considerate una sola zona. E non si limitano a combattere: possono proiettare la loro difesa fino a un’area di distanza, intercettando i nemici anche durante il turno dell’avversario. Questo significa che un’aeronave nascosta su un’isola può bloccare l’avanzata di una flotta senza mai muoversi. Le portaerei e le navi da battaglia possono bombardare ogni round durante un’invadenza, o una volta al turno anche senza sbarco. E sono resistenti: servono due colpi per affondarle, e alcune basi permettono di ripararle tra un turno e l’altro. C’è poi lo Yamato, il superincrociatore giapponese: attacca, difende e bombardano con forza 5, e richiede tre colpi per essere distrutto. È una presenza imponente che può cambiare il corso di una battaglia.

Il gioco è un equilibrio teso tra aggressione e logistica, tra la velocità del Giappone e l’immensità della macchina americana. Non si tratta solo di lanciare dadi: bisogna pianificare movimenti, proteggere le flotte, sfruttare gli aerei come armi difensive e decidere quando rischiare un attacco o ritirarsi per ricostruire. Le battaglie navali non sono mai banali, e ogni mossa ha conseguenze che si sentono per tutta la partita. È un gioco per chi ama il teatro del Pacifico, i grandi scontri marittimi e le strategie dove l’industria è altrettanto importante della tattica.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 180 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.50)
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