C’è un silenzio carico di tensione nella strada principale del paese. Il vento solleva polvere, i cavalli scalpitano, e tutti sanno che tra pochi secondi qualcuno dovrà tirare fuori la pistola. Questo è *Cowboys: The Way of the Gun*, un gioco dove non si tratta solo di sparare, ma di decidere quando farlo.
Due o più giocatori guidano personaggi leggendari del West — Wyatt Earp, Jesse James, Doc Holliday — in scontri dinamici tra paesi, banche e stazioni ferroviarie. Ogni scena è costruita con pannelli modulari che cambiano ogni partita: strade di terra, negozi affollati, cortili desolati. I personaggi si muovono su una griglia quadrata, usando punti azione per avanzare, sparare o nascondersi. I dadi decidono l’esito dei colpi, ma la fortuna conta meno della posizione e del coraggio.
L’obiettivo? Sopravvivere. O vincere una missione: rapinare una banca, liberare un prigioniero, difendere un treno o mettere in fuga i banditi. I cittadini possono diventare alleati improvvisi — un barista con un fucile, un bambino che lancia pietre — e ogni scenario ha regole diverse, da quelle semplici per una partita veloce a quelle più ricche di dettagli per chi vuole immergersi nell’atmosfera.
I contatori in cartone sono stampati con disegni vivaci, i personaggi stanno in piedi come piccole statue, e ogni mossa ha un peso. Non serve essere esperti: le regole base si imparano in dieci minuti, ma c’è spazio per stratagemmi più complessi se vuoi giocare a lungo.
Qui non vince chi spara di più, ma chi sa aspettare. Chi tiene il fiato, guarda negli occhi l’avversario e sa che un solo colpo può cambiare tutto. E poi... attento alle spalle. Nel West, nessuno è davvero solo.
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