Nel 2026, l’Irlanda è teatro di una guerra futuristica tra due fazioni che si contendono il controllo dell’isola verde. Non è un gioco da tavolo tradizionale: qui i carri armati volanti, gli elicotteri e le unità meccanizzate si muovono su una mappa colorata mentre i dadi decidono chi sopravvive e chi scompare in un’esplosione. Ogni partita è diversa perché, a setup completato, viene estratto a sorte chi comincia: nessuno ha vantaggi predefiniti.
Il ritmo è serrato ma chiaro: ogni turno si apre con l’attacco aereo — o per la superiorità nei cieli o per bombardare le posizioni nemiche — poi il movimento delle truppe, lo scontro corpo a corpo e infine la raccolta dei gettoni dei caduti. A fine turno puoi acquistare nuove unità con i gettoni accumulati e piazzarle sul campo per rafforzare la tua linea.
L’obiettivo è semplice: conquistare e mantenere il controllo delle aree chiave dell’isola, cancellando l’esercito avversario o riducendolo all’impotenza. Non serve un gruppo numeroso — questo gioco è pensato solo per due giocatori, perfetto per sfide intense senza lunghe attese.
I componenti sono minimali ma efficaci: miniaturine in plastica, dadi a sei facce, carte dei danni e gettoni che rappresentano risorse e perdite. Le regole, brevi e ben strutturate, permettono di iniziare subito senza apprendere meccaniche complesse. È un mix tra Risk e un wargame futuristico, ma con una sua identità precisa: veloce da giocare, visivamente coinvolgente, e capace di trasformare un conflitto storico in uno scontro sci-fi senza banalizzarlo.
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