Non è solo un wargame: è un’esperienza strategica profonda, dove ogni mossa pesa come un colpo di fucile, e ogni carta che giochi può cambiare il corso della storia. Due giocatori si affrontano nei panni dei Nazionalisti o dei Repubblicani, guidando eserciti in via di formazione, gestendo risorse scarse, sfruttando l’aiuto esterno e cercando di spezzare la resistenza dell’avversario su un terreno frastagliato e infuocato.
Il cuore del gioco è il sistema a carte. Ogni giocatore ha un mazzo personale di 110 carte strategiche, ognuna con quattro possibili usi: attivare un’offensiva, spostare truppe su lunghe distanze, richiamare rinforzi o ripristinare unità danneggiate. Ma qui sta la sfida: non puoi fare tutto insieme. Una carta che rappresenta l’intervento tedesco in Spagna può essere usata per far arrivare carri armati sul fronte di Madrid, oppure per rafforzare le linee difensive in Catalogna, o ancora per ricostruire un’unità distrutta dopo una battaglia sanguinosa. Ogni scelta ha un prezzo. Scegliere l’evento storico significa rinunciare a un attacco potente; usare la carta solo per spostamenti ti lascia vulnerabile se il nemico colpisce dove meno te lo aspetti.
Il gioco si snoda in tre fasi, ciascuna con una propria logica e una propria tensione. La prima, “La Guerra delle Colonne”, parte nel luglio 1936: entrambi i lati si affidano a unità irregolari, formazioni informali di volontari che avanzano in gruppi disorganizzati attraverso la Spagna. Qui le truppe nazionaliste, con i veterani dell’Africa settentrionale guidati da Franco, sono le più efficaci — ma non si possono sostituire. Perderle significa una sconfitta irreparabile. La seconda fase, “La Mobilitazione”, arriva nel 1937: gli eserciti iniziano a organizzarsi. Si formano corpi d’armata regolari, le linee si irrigidiscono e i combattimenti diventano più pesanti, con battaglie che durano settimane e richiedono logistica, ferro e sangue. Infine, la terza fase, “La Guerra degli Eserciti”, dal 1938 al 1939, è un lento stritolamento: i Nazionalisti avanzano con forza crescente, mentre i Repubblicani cercano di resistere, sperando che una guerra più grande possa salvare la loro causa.
Il terreno di battaglia è una mappa dettagliata della Spagna, dove ogni spazio rappresenta circa sessanta chilometri. Le unità si muovono da punto a punto, seguendo rotte logiche e vulnerabili: le linee di rifornimento sono fragili, i passi montani diventano punti strategici, e la difesa è spesso più efficace dell’attacco. Ogni mossa richiede pianificazione. Devi decidere se concentrare forze per un colpo decisivo o distribuire truppe per coprire un fronte troppo ampio. Le battaglie si risolvono con dadi, ma non è la fortuna a vincere: sono le scelte precedenti — dove hai speso i tuoi punti di rimpiazzo, quali carte hai tenuto da parte, come hai gestito il tuo esercito nel tempo — che determinano il risultato.
Il gioco non si limita ai combattimenti. Intervengono eventi storici: l’arrivo dei carri sovietici per i Repubblicani, la Legione Condor tedesca per i Nazionalisti, le tensioni diplomatiche tra Gran Bretagna e Francia, il cambio di governo a Madrid. Questi non sono semplici effetti speciali: influenzano l’intero andamento della guerra. E ogni carta che giochi ha un peso storico reale — non è solo un meccanismo, è una finestra su quel periodo.
La partita completa può durare otto ore o più, ma puoi giocare anche scenari più brevi per immergerti in momenti chiave: l’assedio di Madrid, la battaglia dell’Ebro, la caduta della Catalogna. Ogni volta ti troverai a bilanciare il desiderio di una vittoria rapida con la necessità di costruire un esercito sostenibile. Non si vince solo attaccando: si vince gestendo le risorse, anticipando i movimenti dell’avversario e sapendo quando fermarsi.
Crusade and Revolution non è per chi cerca un gioco veloce o semplice. È per chi vuole vivere la complessità di una guerra civile dove ogni decisione ha conseguenze, dove l’ideologia si scontra con la realtà dei fatti, e dove il destino di una nazione dipende da pochi turni, poche carte e un’unica scelta ben calcolata. È un gioco che ti lascia con qualcosa in più di un risultato: ti lascia con l’immagine di una Spagna spezzata, e con la consapevolezza che ogni battaglia ha due facce.
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