Desert War: Tactical Warfare in North Africa

(1973)
5.7/10 (56 voti)

Qui, tra Tripoli e Alessandria, panzer e Sherman si scontravano in un terreno apparentemente piatto ma pieno di insidie: dune basse, rocce sparse, crepe nel suolo che potevano diventare trappole o rifugi. Ogni hex della mappa rappresenta 100 metri, ogni turno 3,5 minuti di combattimento reale — un ritmo serrato dove la coordinazione conta più della forza bruta.

Il gioco è pensato per due giocatori, ma può ospitare fino a quattro in alleanze flessibili. Non si muove a turni alternati: ogni round parte con una fase di pianificazione segreta. I comandanti scrivono nascosti i movimenti delle proprie unità — carri, fanteria, artiglierie — su un foglio di tracciamento, poi li rivelano insieme. È qui che si gioca la partita: nell’attesa, nel calcolo, nella previsione dell’avversario. Un errore di valutazione può trasformare una manovra brillante in un massacro. I combattimenti risolvono con dadi, ma non è il caso di affidarsi al caso: la posizione, l’orientamento, i terreni e le distanze decidono molto più della fortuna.

Le scenari ricostruiscono scontri reali tra forze tedesche, britanniche e italiane — da piccole incursioni a battaglie di mezza divisione. Ogni scenario ha obiettivi diversi: catturare un punto chiave, distruggere una colonna nemica, resistere fino all’ultimo minuto. Non si vince solo con il numero dei carri abbattuti, ma con la capacità di imporre il proprio ritmo al campo di battaglia.

La mappa, grande e dettagliata, è un capolavoro di semplificazione: 400 contatori rappresentano unità da plotone a compagnia, ognuna con caratteristiche precise. Il sistema di movimento basato su punti azione e la gestione delle linee di vista rendono ogni mossa significativa. Non è un gioco veloce — una partita richiede due ore, spesso più — ma non lo è nemmeno la guerra vera.

Desert War non celebra l’epica dei generali: racconta il caos controllato di chi comanda in prima linea, con mappe suddivise a esagoni e dadi che decidono se un 88mm colpisce o no. È una simulazione rigorosa, ma mai fredda. Per chi ama la storia militare, la tattica pura e il piacere di pensare tre mosse avanti — questo è uno dei giochi più autentici che abbia mai visto sul deserto. Non serve un’epopea per essere coinvolgente: a volte basta una duna, due carri e un silenzio prima del fuoco.

  • Giocatori: 2-4
  • Durata: 120-180 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.13)

Artisti: Redmond Aksel Simonsen

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