Nel 1981, Metagaming ci regalò un microgioco bizzarro e affascinante: Dimension Demons. Due dimensioni si sovrappongono in una guerra silenziosa tra umani e orrori alieni che non dovrebbero nemmeno esistere. Sul tabellone a esagoni, ogni posizione ha un doppio corrispettivo: uno per ciascuna dimensione, dove i demoni possono balzare all’improvviso, in modo casuale o volontario. I Freefeet, una milizia disperata, lottano con armi semplici contro creature che non si lasciano guardare senza impazzire. Si lanciano dadi per risolvere gli scontri, si muove su griglie esagonali e ogni mossa può aprire un varco tra i mondi. L’obiettivo? Controllare i punti di proiezione dimensionale per generare nuovi demoni o sterminare l’ultimo umano rimasto. Chi domina il confine tra le realtà vince. Non è un gioco complesso, ma la sua idea è geniale: due mappe che si parlano in silenzio, e una tensione crescente mentre i mostri emergono da dove non dovrebbero essere. Perfetto per chi ama l’horror sci-fi con un tocco di wargame rustico e diretto.
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