Don Martin’s Kartenspiel è un gioco da tavolo che sembra uscito da una risata incontrollabile. Con 82 carte colorate e strampalate — ognuna con frasi assurde come “Splappa dap!” o “Fippaditty Fappaditty Fappa daMap!” — non è un gioco di strategia complessa, ma una festa di suoni, gesti e folli collezioni.
Ogni partita inizia distribuendo tra 10 e 16 carte a ciascun giocatore, a seconda del numero di partecipanti: più gente, meno carte; meno gente, più caos. L’obiettivo è semplice: liberarsi delle proprie carte il prima possibile, ma anche raccogliere gruppi di almeno tre carte dello stesso testo — non importa il colore, basta che le parole siano identiche. Chi riesce a svuotare la mano per primo vince la manche, ma non è detto che sia il più bravo: i punti arrivano soprattutto dai set completati. Chi ha ancora carte in mano invece subisce penalità pesanti, e chi vince con un solo set sul tavolo si becca un bonus di 100 punti.
La partita si gioca su più manche, e il punteggio può oscillare tra -150 e +450: una manche ti fa volare verso la vittoria, l’altra ti lascia a terra. Il primo a raggiungere 500 punti vince, ma nessuno sa mai quando arriverà quel momento — perché le partite possono finire in un’ora o durare tutto il pomeriggio.
La vera magia sta nel dire ad alta voce quelle frasi assurde ogni volta che giochi una carta. All’inizio ti senti stupido, poi ridi da solo, e alla terza manche lo fai senza pensarci: “Arra Argh Yargh!” con la stessa convinzione di un re che proclama un decreto. Il mazzo include anche carte nere e bianche per azioni imprevedibili, una piccola regola per misurare l’orecchio (sì, davvero), e persino una cassetta audio con effetti sonori da giocare mentre giochi — perché no?
È un gioco che non ti chiede di essere intelligente. Ti chiede solo di ridere. E a volte, è tutto ciò che serve.
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