Ego è un gioco di fiducia, stereotipi e intuizioni tra amici.
Si parte dal più grande di testa — sì, si misura davvero con un nastro metrico — per decidere chi inizia.
Ogni turno viene scoperta una carta con una caratteristica: “Ti piace il caffè amaro”, “Hai mai pianto durante un film”.
Tutti votano segretamente chi, tra i giocatori, si riconosce di più in quella descrizione.
Poi si contano le preferenze: la persona con più voti avanza di tanti passi quanti sono i consensi.
Non serve mentire: vince chi capisce meglio gli altri, non chi riesce a ingannare.
Il gioco diventa un viaggio tra sguardi complici e sorprese: “Ma tu hai fatto davvero questo?”.
Funziona solo se c’è un po’ di storia in comune — troppo poco legame, e le risposte restano superficiali.
L’obiettivo è arrivare per primi alla fine, ma il vero premio è vedere quanto si conoscono, o non conoscono, i propri amici.
Una partita dura mezz’ora, ma le chiacchiere dopo durano molto di più.
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