Immagina di entrare in un circo che non si limita a spettacoli da osservare, ma ti coinvolge come parte del suo mondo. Emmett Kelly’s Circus Game, uscito nel 1953, è esattamente questo: un viaggio colorato tra clown, animali e acrobati dove ogni mossa conta e ogni carta può cambiare il corso della partita. Non serve essere esperti di circo per divertirsi — basta avere voglia di giocare.
Ogni giocatore sceglie un pezzo da gioco del proprio colore e lo posiziona sullo spazio del Ringmaster, iniziando la propria avventura. Al centro della scena c’è una pista circolare con tre anelli, punteggiata di spazi speciali: il clown Emmett Kelly, i cani da circo, gli altri clown e le aree dove si costruiscono gli spettacoli. Ma non si muove solo per girare intorno al tabellone — la vera azione sta nelle carte che pesci a ogni turno.
Il mazzo contiene diversi tipi di carte: quelle con i vari atti da completare, come il circo degli animali, le acrobazie o i giocolieri; e poi le carte speciali, ciascuna con un effetto diverso. Quando peschi una carta d’azione, devi decidere cosa farne. Se è un atto del circo — magari un elefante o un trapezista — puoi posizionarla su uno spazio vuoto corrispondente sul tabellone per completare l’intero spettacolo. E se riesci a chiudere una serie, vinci un disco premio: il simbolo del tuo successo nel mondo circense.
Le carte speciali aggiungono imprevisti e dinamismo. Se peschi quella con Emmett Kelly stesso, avanzi fino al prossimo spazio che lo raffigura e ti prendi subito un altro disco premio. Le carte dei clown blu ti fanno muovere di qualche casella in avanti, mentre quelle rosse non solo ti fanno camminare, ma costringono il giocatore con più dischi a restituirne uno al mucchio — una piccola vendetta che tiene tutti sulla corda. C’è anche la carta del Ringmaster: se la peschi, vai subito all’anello successivo e guadagni un altro turno, come se avessi il potere di dirigere lo spettacolo.
Ma attenzione: una carta con il cane da circo ti porta al suo spazio e ti fa perdere il prossimo giro. È un colpo basso, ma giusto — perché nel circo non tutti i momenti sono felici.
Le carte usate vengono messe a faccia in su, vicino al tabellone, così tutti possono vedere cosa è già stato giocato e cosa resta da completare. L’obiettivo? Non semplicemente arrivare per primi o girare più volte: è accumulare il maggior numero di dischi premio. Ogni atto chiuso, ogni Emmett Kelly trovato, ogni fortuna che ti porta a un nuovo disco — tutto conta.
La partita continua fino a quando tutti gli spettacoli sul tabellone sono stati completati con le carte giuste. Allora si contano i dischi: chi ne ha di più vince. Non c’è bisogno di strategie complesse o calcoli matematici — il divertimento sta nel ritmo, nelle sorprese delle carte, nei momenti in cui un clown rosso ti fa perdere il premio che avevi appena conquistato.
Emmett Kelly’s Circus Game non è un gioco tecnico. Non cerca di sfidare la mente con complessità. È un gioco per bambini — ma non per questo meno affascinante. Ha un’anima, quella del circo: colori vivaci, personaggi carismatici e una leggerezza che ti fa sorridere anche quando il cane da circo ti blocca. È un viaggio semplice, ma pieno di vita — dove ogni carta è un nuovo spettacolo in attesa di essere recitato.
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