Enterprise: The Elite Trading Game è un gioco di strategia economica che mescola l’acquisto di terreni, lo sviluppo immobiliare e il commercio tra giocatori in un mondo simulato dove ogni mossa conta. Nato nel 1968, si ispira al concetto di Monopoly ma ne allarga la visione: qui non si tratta solo di possedere proprietà, ma di costruire un equilibrio sostenibile tra quartieri residenziali e zone industriali.
La mappa del gioco rappresenta una città pianificata in due anelli concentrici: l’interno è riservato alle abitazioni — cottage, ville e appartamenti — mentre l’esterno ospita le attività produttive, rappresentate da azioni di aziende come fabbriche di vetro o imprese elettroniche. Non devi atterrare su una proprietà per acquistarla: puoi comprare direttamente dal banco fin dall’inizio, scegliendo tra un numero limitato di risorse che si esauriscono rapidamente, creando competizione naturale tra i giocatori.
Ogni partecipante parte con due aree residenziali e due industriali già in suo possesso, più una somma di denaro per avviare lo sviluppo. I dadi guidano il movimento intorno alla mappa, ma non è solo la fortuna a decidere: devi gestire i costi delle tasse da pagare quando atterri sulle proprietà degli altri, e bilanciare le spese con l’opportunità di migliorare i tuoi investimenti. Puoi costruire fino a due unità su ogni sito — ma attenzione: tutti gli edifici o le azioni in un singolo lotto devono essere identici. Tuttavia, puoi combinare siti adiacenti con tipologie diverse: una fila di cottage accanto a ville, o un’azione ferroviaria vicino a una fabbrica di vetro.
L’obiettivo non è diventare il più ricco, ma sviluppare in modo equilibrato il maggior numero possibile di aree. Quando riesci a completare due unità identiche su entrambi i siti di un lotto — una “doppia sviluppo” — ottieni vantaggi significativi. E quando tutti i tuoi terreni sono perfettamente bilanciati, puoi tentare di espanderti acquistando nuove aree vuote dal banco.
Una delle caratteristiche più originali è la flessibilità: puoi spostare edifici e azioni da un sito all’altro, o persino tenerli “fuori gioco” finché non ti servono. Le proprietà non sviluppate non generano tasse, il che rende strategica l’attesa. E mentre i prezzi iniziali sono accessibili — un cottage costa 100 dollari — gli investimenti più costosi, come le azioni di aziende high-tech, offrono ritorni molto più alti nel lungo periodo.
Il mercato si anima quando i giocatori iniziano a scambiarsi risorse: chi ha bisogno di denaro per pagare una tassa può vendere un’azione sottoutilizzata, mentre qualcun altro cerca disperatamente un secondo cottage per completare il suo lotto. I prezzi possono salire oltre quelli del banco, soprattutto quando la domanda supera l’offerta.
Non è tutto perfetto: alcuni regolamenti sembrano arbitrari, come i limiti sul denaro che puoi spendere in un turno, o la scarsità di liquidità rispetto alle tasse da pagare. E c’è una regola speciale — il “Sette fortunato” — facile da dimenticare ma cruciale per il flusso del gioco.
Non è un gioco veloce né semplice: richiede pazienza, previsione e capacità di negoziare. Ma proprio questo lo rende affascinante. Non si vince con la fortuna dei dadi, ma con la costruzione di una rete intelligente di investimenti, scambi e pianificazione. È un gioco che ti fa sentire come un imprenditore in miniatura: ogni decisione ha peso, ogni negoziazione conta, e l’equilibrio tra crescita e sostenibilità è tutto.
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