Eschnapur ti trasporta in un tempio indiano avvolto nel mistero, dove ogni passo nasconde un tesoro e ogni decisione pesa come una pietra. I giocatori esplorano i corridoi serpeggianti del tempio, muovendosi su piastrelle simboliche che aprono nicchie nascoste solo se si possiede il segno giusto. Per avanzare, servono pedine impronta: ma non ce ne sono in abbondanza. Bisogna guadagnarle, e lo si fa con un sistema di asta dinamico — rivelando due tessere risorsa, tenendone una e mettendo all’asta l’altra. Si puo' offrire qualsiasi cosa: monete, carte, persino altre pedine. È un gioco che ti costringe a valutare il valore delle cose in tempo reale: cos’è più utile ora? Una tessera per muoversi o una carta per aprire una nicchia? O forse tenere le risorse per l’asta successiva?
I tesori raccolti nelle nicchie portano punti, ma non basta accumularli: bisogna saperli combinare con intelligenza. Il gioco sembra complesso all’inizio, quasi caotico, ma piano piano i pezzi iniziano a combaciare. Non è un gioco che ti dà le risposte; ti chiede di costruire la tua strategia, passo dopo passo. E quando finalmente capisci come funziona il meccanismo delle offerte e dei movimenti, tutto diventa più fluido — e molto più appagante. Un gioco da tavolo che non si dimentica facilmente.
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