Ever-Victorious Armies è un gioco da tavolo pensato per chi vuole vivere battaglie dell’Ottocento senza perdere tempo tra carte, controlli e regole ingombranti. Nato nel 2000 come accompagnamento alla linea di miniature della HLBS Publishing, non cerca di riprodurre la rigidità storica di un manuale militare: vuole essere un gioco, veloce, coinvolgente e soprattutto divertente.
Si gioca con figure singole o blocchi di più soldati, a seconda della scala che preferisci — da 6mm fino ai dettagli più fini. Ogni figura rappresenta un soldato, e quando viene eliminata viene semplicemente rimossa dal campo: niente tabelle da compilare, niente segnapunti da aggiornare. L’intero sistema si basa su un solo tipo di dado, e le regole sono poche ma efficaci. All’inizio della partita, ogni unità riceve un ordine chiaro: avanzare verso una posizione, difendere un punto, muovere in formazione. Una volta dato l’ordine, i soldati devono seguirlo finché la loro morale lo permette. È qui che entra in gioco il sistema di test psicologici: se subiscono perdite o vengono attaccati da vicino, devono superare un tiro per non cedere al panico e fuggire.
Il comandante in capo ha una sola possibilità a turno per cambiare le cose: inviare un messaggero con nuove istruzioni scritte. Questo rende ogni decisione strategica pesante, perché non puoi correggere tutto a piacimento — devi scegliere dove intervenire, e accettare che il resto segua la sua strada. È un modo elegante per simulare l’incertezza del comando in battaglia: i piani si rompono, le comunicazioni falliscono, e chi ha più lucidità vince.
Le battaglie possono coinvolgere centinaia di figure a testa, ma non ti servono ore per finirle. Dopo una o due partite, conosci già la maggior parte delle regole a memoria: non devi più consultare il manuale ogni tre minuti. Il gioco scorre, si respira, e tu puoi concentrarti sul movimento dei reparti, sulla disposizione degli inglesi in linea contro i francesi in colonna, sull’attacco di una batteria d’artiglieria che spazza il terreno aperto. È un gioco per chi ama le miniature dipinte e vuole vederle muoversi, combattere, morire — senza dover diventare uno storico.
Non è un simulatore iperrealistico: non ti chiede di conoscere la struttura esatta della brigata prussiana del 1863 o il calibro preciso dei fucili ottomani. Ma cattura l’essenza di un’epoca in cui i soldati camminavano in fila, le baionette brillavano al sole e la guerra era ancora una questione di coraggio, disciplina e fortuna. E se vuoi inventare uno scontro tra eserciti fittizi — forse un regno immaginario che sfida l’Impero Britannico in Africa o un conflitto navale su un lago dei Balcani — le regole ti lasciano spazio per farlo, senza soffocarti con dettagli superflui.
Ever-Victorious Armies non è il gioco più complesso dell’Ottocento. Ma forse è quello che ti permette di giocare di più. Perché alla fine, non si tratta di vincere a tutti i costi: si tratta di vedere le tue figure avanzare, combattere e resistere — e godersi ogni minuto della battaglia.
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