Excape è un gioco veloce e divertente dove corsa e fortuna si intrecciano in una sfida tra dadi e coraggio. Ogni giocatore cerca di arrivare per primo alla fine della pista, ma non basta lanciare i dadi: devi decidere quando fermarti, quando rischiare e soprattutto quando spingere gli altri indietro.
Al tuo turno, muovi il tuo pedone di 0 a 5 caselle se hai già posizionato due dadi sulla griglia dei punteggi. Poi lanci i due dadi speciali: uno ha i numeri 1-2-3-4-7-X, l’altro 1-2-3-5-6-X. Se ottieni una coppia (doppio), avanzi subito il tuo pedone di 1, 2 o 3 caselle a seconda del valore. Poi leggi i due dadi come un numero a due cifre: se esce 4 e 7, fai 47; se escono due X, diventa 00. A questo punto puoi decidere: fermarti e piazzare quei dadi su uno dei sei spazi liberi della griglia (da 0 a 5), oppure lanciarli di nuovo per cercare un numero più alto. Ma attenzione: se esce una X o due X, la tua mossa finisce qui — e devi arretrare di una o due caselle.
Piazzare i dadi sulla griglia è il cuore del gioco. Più sei in alto, più guadagni: un 5 ti dà diritto a muovere di 5 caselle al prossimo turno, ma anche di essere spinto via dagli altri. Se piazzi un numero più basso di uno già presente e il tuo valore è superiore a quello del giocatore davanti a te, lo sballotti: i suoi dadi cadono, e lui non si muoverà al prossimo turno. È una mossa astuta, quasi maliziosa — ma rischiosa, perché anche tu potresti essere spinto via più avanti.
Per due giocatori c’è una variante ancora più dinamica: ognuno ha due coppie di dadi e un solo pedone. Se al tuo turno hai entrambe le coppie sulla griglia, avanzi il pedone della somma dei valori delle caselle occupate, poi lanci una coppia normale per continuare. Qui non ti sballotti da solo: puoi colpire solo l’avversario, e ogni mossa diventa un equilibrio tra attacco e difesa.
Excape non è un gioco complicato, ma è pieno di scelte che sembrano semplici e invece cambiano tutto. Il rischio di lanciare ancora i dadi, la tentazione di salire in alto, il piacere di mandare indietro l’avversario: sono piccole emozioni che si accumulano in una partita breve, intensa e mai uguale alla precedente. Trenta minuti, un tavolo, due dadi strani — e ti ritrovi a ridere, a imprecare e a chiedere subito una rivincita.
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