Expos: Arts, Business, & Collections

(1998)
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Expos: Arts, Business, & Collections è un gioco che trasforma una galleria d’arte in un mercato vivace dove intuito, memoria e strategia si mescolano come colori su una tela. Non serve essere esperti di pittura per divertirsi: basta riconoscere un paesaggio da un ritratto, e il gioco ti accoglie con i suoi 126 cartoncini a colori, ognuno dei quali mostra un dettaglio famoso di un capolavoro — un cavallo bianco di Gauguin, i girasoli di Van Gogh, una figura nuda di Renoir. Ogni immagine nasconde l’artista e il tema: sei tra 21 pittori e 12 categorie come “Marina”, “Nudo” o “Allegorie religiose”. I colori delle carte ti aiutano a orientarti, ma non rivelano mai tutto insieme.

Il gioco si svolge attorno a un carosello centrale che ruota lentamente come una mostra in movimento. Dieci carte sono esposte su quattro cavalletti, coperte da cartoncini numerati: vedi l’opera, ma non chi l’ha dipinta né a quale tema appartiene. Ogni giocatore parte con 100.000 euro, uno schermo per nascondere le proprie carte e quattro opere in mano. L’obiettivo? Costruire collezioni di quadri — o per artista (almeno due dello stesso), o per tema (tre della stessa categoria) — e esporle sul tavolo, appendendo i poster corrispondenti al proprio schermo. Ogni esposizione vale 20.000 euro, ma puoi anche arricchire un’esposizione già aperta da altri: in quel caso ricevi solo 5.000 euro per ogni aggiunta.

Ogni turno si articola in tre fasi: scegli se acquistare una carta dal carosello (spendendo 20.000 euro), esporre una collezione, o passare. Ma non finisce qui: dopo la tua mossa, peschi una carta evento. Potrebbe essere un incendio che distrugge tutte le esposizioni in gioco, un’asta forzata dove tutti devono offrire per un quadro, oppure un successo critico che ti regala denaro extra. Alcune carte vengono conservate e usate più avanti: sono piccoli segreti da giocare al momento giusto.

I soldi non bastano mai abbastanza. Per comprare opere o partecipare alle aste, puoi indebitarti con la banca — ma attenzione: alla fine del gioco, ogni euro di debito va saldato. E le carte che rimangono nascoste in mano? Ognuna ti costa 5.000 euro di penalità. È qui che entra la memoria: devi ricordare quali quadri sono stati visti, dove sono finiti, chi ha raccolto cosa. Non si tratta solo di accumulare denaro, ma di prevedere le mosse degli altri, sfruttare le occasioni e gestire il rischio con intelligenza.

Il gioco termina quando qualcuno esibisce la sua quarta collezione. Allora tutti contano i propri euro: quelle delle esposizioni, meno i debiti e le penalità per le carte non esposte. Vince chi ha il maggior valore netto. Le opere di un singolo artista valgono più dei temi — ma sono più difficili da completare. I temi richiedono tre carte, ma puoi trovarle tra artisti diversi: una strategia più accessibile, se sai aspettare.

Expos è stato premiato in Francia con riconoscimenti importanti per il suo design elegante e la sua meccanica pulita. Le carte sono di ottima qualità, i poster colorati e le schermate pratiche. Il carosello non è solo un accessorio: trasforma l’esperienza da gioco a installazione interattiva, dove ogni mossa ha un peso visivo e tattile.

Non serve conoscere la storia dell’arte per giocare — ma dopo qualche partita, forse comincerai a riconoscere i tratti di Monet o il colore dei suoi acquitrini. Non perché lo devi sapere, ma perché il gioco ti fa guardare con più attenzione. È un equilibrio tra fortuna e calcolo, tra memoria e bluff, dove ogni carta ha un’anima e ogni decisione può cambiare l’andamento della partita.

È un gioco che non urla, ma sussurra: ti invita a osservare, a ricordare, a giocare con calma. E quando la quarta esposizione viene posata sul tavolo, sai di aver vissuto qualcosa di più di una semplice partita — un piccolo viaggio tra pennellate e soldi, tra arte e strategia.

  • Giocatori: 3-6
  • Durata: 60 min
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (2.00)
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