Nella battaglia che cambiò il Giappone: Sekigahara, 1600. Qui, tra montagne e sentieri stretti, due eserciti si scontrano per il controllo del paese. Da un lato Tokugawa Ieyasu, abile stratega in cerca di supremazia; dall’altro Ishida Mitsunari, che riunisce una coalizione di clan fedeli alla dinastia Toyotomi. Ogni unità rappresenta circa 400 guerrieri: samurai, arcieri, fucilieri e comandanti leali a un signore della guerra. Il campo di battaglia si estende su una mappa esagonale, dove ogni movimento conta, ogni decisione ha conseguenze.
Il gioco ruota attorno a tre fasi ripetute: movimento, fuoco difensivo e combattimento. Prima che un esercito possa avanzare, l’avversario può aprire il fuoco con archi o moschetti, spezzando la formazione prima ancora dell’urto. Il combattimento non si misura solo in perdite, ma nella rottura del morale: una unità che perde il suo comandante o subisce troppi danni può disgregarsi, lasciando un vuoto nel fronte. E se i clan perdono fiducia nei loro capi, l’intero esercito vacilla. La lealtà è fragile: alcuni reparti possono tradire in momenti chiave, cambiando il corso della battaglia con una sola mossa.
Oltre alla sceneggiatura storica, il gioco offre sette varianti che esplorano cosa sarebbe successo se i Mori avessero inviato rinforzi da Osaka, o se Hidetada fosse riuscito a raggiungere Sekigahara in tempo. Alcune opzioni permettono addirittura di far partecipare Toyotomi Hideyori al campo principale, trasformando l’equilibrio del potere. Con circa 700 pezzi su tre fogli di contrassegni, la mappa si articola tra il cuore della battaglia e le zone periferiche come Ueda Castle o Tanabe, dove scontri secondari influenzano il risultato finale.
La vittoria non è solo una questione di annientamento: devi eliminare il comandante nemico più importante oppure accumulare punti conquistando posizioni strategiche e distruggendo unità. Il sistema è si spiega in due minuti, ma profondo nel suo svolgimento. Non serve un’esperienza militare per giocare: basta capire che il morale si spezza prima delle linee, e che un generale caduto pesa più di cento soldati morti.
Questo non è solo un wargame su una battaglia storica. È un gioco sulle alleanze instabili, sulle scelte inaspettate e su come un singolo tradimento possa cambiare la storia del Giappone.
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