Final Argument of Kings

(1996)
7.0/10 (2 voti)

Final Argument of Kings è un gioco da tavolo per appassionati di guerra settecentesca, dove ogni mossa conta e il caos del campo di battaglia si trasforma in una danza precisa di ordini, coraggio e disordine. Prodotto dagli stessi autori di Squad Leader e Johnny Reb, questo sistema affina le meccaniche della guerra di movimento per riprodurre i conflitti europei tra il 1734 e il 1789: guerre in cui linee compatte di fanteria si scontravano sotto la pioggia dei proiettili, mentre i reparti di cavalleria cercavano l’apertura giusta per sfondare.

Ogni unità è rappresentata da un supporto con figure in scala 15mm: quattro stand per battaglioni e reggimenti, uno solo per artiglierie e comandanti. Ogni figura corrisponde a circa quaranta uomini, ma la dimensione del supporto varia in base al numero di soldati, così che le formazioni in linea occupino lo spazio reale di un fronte da battaglia — più lunghe in colonna, più strette in linea. Il terreno si misura con precisione: un pollice sulla tavola equivale a circa 45-50 metri, e ogni turno rappresenta venti minuti di combattimento reale.

I giocatori scrivono simultaneamente gli ordini per le proprie unità, nascondendoli all’avversario prima della rivelazione. Movimenti, fuoco e cariche avvengono in sequenza fissa ma senza turni alternati: il tempo scorre insieme per entrambi, come sul campo reale. Il comando è presente, ma non sovrasta la partita: i comandanti influenzano le unità vicine, ma non sono un ingranaggio indispensabile. La morale è l’anima del gioco: ogni reparto ha una soglia di resistenza che cala con le perdite e gli eventi intorno — un’artiglieria che spara da vicino, una carica inaspettata, la fuga di un reparto adiacente. Non ci sono tiri per salvare: se il morale crolla, l’unità si disgrega.

Il gioco è complesso ma non ostile: le regole trasmettono il senso della battaglia senza appesantire ogni azione con dettagli superflui. Le unità perdono figure man mano che subiscono danni, e i combattimenti sono spesso sanguinosi, come nella realtà. La preparazione è lunga, ma la partita scorre fluida: il momento in cui due linee si scontrano, con le fumate che avvolgono i fronti e gli ordini vengono eseguiti all’unisono, è un’esperienza unica.

Final Argument of Kings non cerca di essere semplice. Cerca di essere vero. E per chi ama la guerra del XVIII secolo — con le sue rigide formazioni, i suoi silenzi carichi di tensione e il suo caos improvviso — è forse l’unico gioco che riesce a farla respirare sul tavolo.

  • Giocatori: 1-12
  • Complessità: (3.00)
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