Finesse

(1974)
6.6/10 (5 voti)

Finesse è un gioco di inganno e precisione, dove l’apparenza inganna ma ogni mossa conta. Su una scacchiera 8x8, divisa in sedici colori diversi – quattro quadrati per ciascuno – due giocatori si sfidano a posizionare i propri pedoni per formare un gruppo perfetto: quattro caselle dello stesso colore, allineate o disperse, ma tutte del medesimo tono. Sembra semplice, finché non ti accorgi che il tabellone è stato progettato proprio per confondere.

La partita inizia con la fase di posizionamento: i due giocatori, uno rosso e l’altro arancione, si alternano mettendo un pedone alla volta su una casella libera. Nessuno sa cosa stia combinando l’avversario, perché non c’è obbligo di rivelare il proprio piano. Puoi puntare a un blu intenso, ma fingere di voler conquistare un rosso acceso; puoi cambiare idea dopo tre mosse, e nessuno te lo impedirà. L’arte del gioco sta tutto qui: nel silenzio delle tue azioni, nella capacità di nasconderti dietro una falsa traccia.

Quando tutti e otto i pedoni sono in campo, parte la fase dei movimenti. I pezzi si muovono come torri degli scacchi: dritti, senza salti, senza catture. Puoi percorrere due caselle o dodici, purché il percorso sia libero e tu non finisca su un’altra pedina. Ogni turno è una decisione: spostare un pedone per avvicinarti al tuo obiettivo, oppure bloccare l’avversario senza rivelare la tua vera intenzione. Non c’è modo di sapere con certezza quale colore stia cercando il tuo avversario – e questo è ciò che rende Finesse così affascinante.

Vince chi per primo riesce a riunire i propri quattro pedoni su caselle dello stesso colore. Non importa se sono in fila, disposti a croce o sparpagliati: l’unico requisito è la coerenza cromatica. Eppure, vincere non basta: devi farlo senza che l’altro capisca mai cosa stavi progettando. È un gioco di mente più che di dita, dove il piano migliore è quello che non hai mai detto.

Finesse non ha fortuna, né carte da mescolare. Ha solo te, la tua pazienza e l’abilità di fingere. Il tabellone colorato sembra un gioco per bambini, ma nasconde una profondità silenziosa: ogni mossa è un sussurro, ogni colore un indizio che potrebbe essere falso. E quando finalmente il tuo quarto pedone trova la sua casa – e l’avversario rimane a bocca aperta perché non se lo aspettava – allora capisci perché questo gioco del 1974 è ancora così affascinante. Non vince chi ha più strategia, ma chi sa meglio nasconderla.

  • Giocatori: 2
  • Durata: 10 min
  • Età Minima: 8+

Meccaniche: Costruzione Pattern

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