Fox Two Reheat! è un gioco da tavolo che ti immerge nel caos aereo delle guerre moderne, dal Korea alla Guerra del Golfo, dove due piloti si sfidano in battaglie aeree ad alta velocità e bassa tolleranza agli errori. Non è un simulatore da laboratorio: qui non devi gestire centinaia di parametri, ma prendere decisioni rapide, sfruttare l’altezza, la sorpresa e il tuo avversario che sbaglia.
Ogni giocatore controlla una formazione di caccia a reattore — da un singolo F-16 a più velivoli coordinati — e deve muoversi in tre dimensioni pur operando su una superficie piana. L’altitudine si indica con un segnalino accanto al modello, mentre la velocità, le manovre e i cambi di direzione seguono regole precise ma fluide: virate strette consumano energia, i tuffi accelerano, i loop a mezza altezza richiedono coraggio e precisione. Ogni azione è vincolata dal carburante, dai danni subiti e dalla capacità del pilota di gestire lo stress della battaglia.
Il cuore del gioco sta nel confronto tra tecnologia e abilità. I velivoli hanno livelli di tecnologia che definiscono cosa possono fare: un F-4 Phantom degli anni ’60 non può ingaggiare con missili a guida radar avanzata come un F-15 degli anni ’90, ma può sorprendere con una manovra audace. I sistemi radar rilevano i bersagli entro portata, mentre quelli ottici richiedono visibilità e posizione favorevole. Le armi cambiano tutto: i cannoni sono precisi ma a corto raggio, i missili a guida infrarossa inseguono il calore del motore, quelli radar cercano di catturare l’intero velivolo — e se l’avversario attiva un sistema ECM, la traccia si spezza. Ogni arma ha una sua logica: non basta sparare, bisogna sapere quando e come.
I piloti sono più importanti delle macchine. Prima di ogni partita, decidi il loro livello di esperienza: un veterano della Guerra del Vietnam reagisce meglio sotto pressione, mentre un novizio potrebbe perdere la rotta in una virata improvvisa. I dadi determinano i risultati, ma non sono casuali: modifichi i tiri con abilità, condizioni di luce, distanza e danni subiti. Un colpo diretto può mandare fuori uso un motore, far perdere il controllo o uccidere l’equipaggio — e se il pilota muore, l’aereo diventa una palla di fuoco senza direzione.
Le missioni variano: pattugliare lo spazio aereo per garantire la superiorità, attaccare batterie SAM nascoste tra le colline, intercettare bombardieri in avvicinamento o colpire obiettivi a terra con bombe o razzi. Le difese terrestri sono una minaccia costante: i cannoni AA sparano raffiche di piombo, mentre i missili SAM si alzano come serpenti pronti a colpire chi si avvicina troppo.
L’intero sistema è costruito intorno a 200 velivoli reali, con schede dettagliate per ogni modello — dai MiG-15 ai F-16, dalle versioni più vecchie alle più avanzate. Non ci sono elicotteri né aerei a elica (salvo poche eccezioni storiche), perché il focus è sul combattimento tra caccia reattivi: veloci, silenziosi e letali.
La partita dura circa un’ora, ma ogni minuto conta. Non si tratta di accumulare punti: vinci se riesci a completare la missione, distruggere il nemico o sopravvivere quando tutto sembra perso. È un gioco che premia l’anticipazione, non la fortuna; che ti fa sudare per una virata in più, che ti fa tremare quando il radar emette quel bip: “lock acquisito”. Non è semplice, ma non è nemmeno un rompicapo da ingegnere. È un duello aereo, dove ogni decisione ha peso — e dove il silenzio dopo uno sparo può essere più rumoroso di qualsiasi motore.
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