Gergovia

(2006)
7.4/10 (71 voti)

Nel 70 a.C., Giulio Cesare si trova di fronte alla sua più rara sconfitta: l’assedio di Gergovia. Non è una guerra di logoramento, né un attacco frontale su larga scala. È un gioco di posizioni, inganni e errori costosi, dove la topografia decide più delle legioni.

Gergovia ti porta sulle pendici della collina fortificata dove Vercingetore, il giovane capo degli Arverni, ha radunato le tribù galliche in una resistenza organizzata contro Roma. Il terreno è impervio: sentieri stretti, rocce scoscese e un oppidum ben difeso che domina la pianura sottostante. Cesare ha costruito due accampamenti e una trincea per muovere le sue legioni, ma non basta. Ogni attacco deve essere calcolato: avanzare troppo presto significa cadere in un’imboscata; ritirarsi troppo tardi costa sangue inutile.

Il gioco si svolge su una mappa esagonale che riproduce fedelmente il terreno, con unità romane e galliche che si muovono tra le alture, i boschi e le strade di accesso. Usa i pezzi del gioco base *Caesar: Conquest of Gaul*, ma con un set ridotto e mirato per questa singola battaglia. Le regole sono quelle della seconda edizione del titolo originale — semplici da imparare, complesse da padroneggiare. Non c’è un fronte lineare da rompere: ogni azione è isolata, ogni scontro ha le sue conseguenze. I Gallici possono usare la difesa naturale e il morale elevato per respingere gli attacchi; i Romani devono coordinare movimenti, finte e riserve prima di sferrare l’assalto decisivo.

Vincere non significa semplicemente conquistare la collina: per Cesare è un successo se riesce a infliggere perdite pesanti senza compromettere il suo esercito; per Vercingetore, basta resistere fino alla fine, sfruttando ogni errore nemico. La vittoria gallica non è una grande battaglia campale: è l’effetto di un attacco mal pianificato, di un’unità che si muove troppo in fretta, della fortuna che sorride a chi sa aspettare.

Gergovia non è un gioco per tutti. È per chi apprezza la guerra come scacchi su terreno accidentato: dove ogni mossa ha peso, ogni errore costa caro e la storia si scrive nei dettagli. Non serve una grande forza bruta: basta intelligenza, pazienza e un po’ di fortuna. E se mai ti chiedi perché Cesare perse qui — questo gioco te lo farà capire.

  • Giocatori: 2
  • Età Minima: 12+
  • Complessità: (3.30)

Meccaniche: Griglia Esagonale

Artisti: Leland Myrick, Mark Simonitch, Rodger B. MacGowan

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