Un castello incantato che si muove, fantasmi che sbucano dal buio e un pallone misterioso che fa tremare le pareti: ecco Ghost Castle, il gioco da tavolo degli anni '70 che trasforma ogni partita in una corsa spaventosa per uscire vivi.
Due o quattro giocatori guidano i loro piccoli personaggi attraverso un labirinto di scale e stanze nascoste, cercando di essere il primo a raggiungere l’uscita. Ma attenzione: non basta muoversi con fortuna, bisogna anche sfidare le magie del castello. Ogni turno si gira una ruota o si pesca una carta (a seconda della versione) e può capitare di trasformarsi in un topolino bloccato sul posto… oppure tornare umani se già lo eri.
Il vero colpo di scena è il “pallone spavento”: lanciato giù per il caminetto, cade in uno dei quattro angoli del castello e fa muovere oggetti misteriosi — una scopa da strega, una porta segreta, un quadro che sbatte. Se lo scontro ti colpisce, sei costretto a tornare indietro fino a un punto sicuro. E se giochi con la versione italiana o ungherese? Allora il pallone diventa un teschio che brilla al buio, e i tuoi personaggi luminosi sembrano fluttuare nell’oscurità.
Il gioco è pensato per i bambini dai 6 anni in su, ma ha quel tocco di magia che piace anche agli adulti: non serve leggere regole complesse, basta lanciare il dado e lasciarsi trasportare dall’imprevedibilità. Le versioni più ricercate hanno una torre centrale in plastica, scale robuste e un meccanismo a ruota che sostituisce le carte — un dettaglio che lo rende ancora più magico da toccare.
Ghost Castle non è un gioco di strategia, ma di reazione, sorpresa e risate. È l’equivalente di una notte di Halloween in versione tavolo: ogni partita è diversa, ogni colpo del pallone fa saltare tutti sulla sedia, e vincere significa semplicemente riuscire a scappare… prima che il castello ti inghiotta.
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