Tra agosto 1942 e gennaio 1943, americani e giapponesi si contendono con feroce determinazione un aeroporto strategico, Henderson Field, mentre le navi e gli aerei combattono in mare senza mai entrare direttamente nel gioco. Qui è la terra che conta: battaglioni di fanteria avanzano tra palme e giungla, spostandosi su una mappa esagonale dove ogni hex rappresenta circa un miglio.
Il gioco parte con una versione base, diretto ma efficace: movimento, zone di controllo, combattimenti risolti col dado. Ma la vera sfida emerge nelle regole avanzate, che aggiungono profondità senza appesantire il ritmo. Il terreno influisce sulle mosse e sui combattimenti; l’artiglieria può colpire da distanza, ma solo se storicamente presente; le unità non scompaiono all’istante: si riducono progressivamente, come soldati logorati dal fuoco. E poi c’è il mistero: i movimenti nascosti vengono annotati su fogli separati, costringendo ogni giocatore a indovinare dove l’avversario sta preparando il colpo. Non ci sono schermi, ma la memoria e l’intuizione diventano armi altrettanto potenti.
La vittoria non è scontata. Nella versione base, gli americani vincono se riescono a tenere Henderson Field per due turni consecutivi tra settembre e novembre; i giapponesi devono invece resistere fino al gennaio 1943, quando la campagna storica si chiude. Nella versione torneo, il punteggio conta di più: eliminare unità nemiche, controllare l’aeroporto o tenere sotto tiro l’area con i cannoni può decidere la partita.
Guadalcanal non è un gioco veloce — richiede tempo, concentrazione e una certa esperienza. Ma proprio per questo affascina: ti costringe a pensare come un comandante, a bilanciare risorse scarse, a prevedere il nemico senza vederlo. È un wargame che non urla, ma sussurra la complessità della guerra vera — dove ogni passo avanti costa sangue e ogni errore può costare l’intera campagna.
Nessun prezzo disponibile al momento. Cerca su:
Nessuna recensione ancora. Sii il primo!