Hang-Up è un gioco da tavolo degli anni '69 che usa il teatro per esplorare pregiudizi e stereotipi razziali. Tre o sei giocatori si muovono su una mappa, affrontando situazioni quotidiane cariche di tensione sociale: quando capita, devono rappresentare con il solo corpo un “blocco mentale” — un’idea distorta da superare. Gli altri devono indovinare cosa sta cercando di comunicare. Non si vince per punti, ma per comprensione: l’obiettivo è riconoscere e mettere in discussione gli schemi automatici che guidano i nostri giudizi. Progettato con il supporto della psicologia di Allport, non è un semplice passatempo: è uno strumento per guardarsi dentro, insieme.
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